L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 31 agosto 2020

Le mani rapaci dell'occidente per rubare il petrolio libico. Dal 2011 hanno portato solo distruzione e morte dove prima c'era ordine e pace, ma per loro Ghedaffi era solo un dittatore

Presidente NOC: “Il conflitto per il petrolio libico è un conflitto internazionale con obiettivi politici”


Nell’ambito del vertice del Mediterraneo mediorientale, il presidente della National Oil Corporation (NOC), Mustafa Sanalla, e Patrick Pouyanné, Chief Executive Officer, hanno partecipato martedì 25 agosto 2020 a una tavola rotonda sugli ultimi sviluppi della situazione in Libia, a seguito dell’escalation di tensioni e conflitti, e del crollo del petrolio.

Durante il suo discorso, Sanalla ha sottolineato che il conflitto in corso sugli impianti petroliferi è un conflitto politico internazionale piuttosto che una controversia interna libica sulla distribuzione delle entrate. Un certo numero di paesi beneficiano finanziariamente dell’assenza del petrolio libico dal mercato globale, ma conviene loro usare burattini libici, supportati da mercenari stranieri, per attuare effettivamente il blocco. La stragrande maggioranza degli stessi libici vuole vedere una ripresa della produzione di petrolio, accompagnata da un’autentica trasparenza da tutte le parti su entrate e spese.

Ha anche sottolineato che il cittadino libico è stato il più colpito dai blocchi illegali nella regione orientale e centrale da gennaio, e la prova più grande di ciò è il deterioramento dei servizi, la continua mancanza di liquidità e molti altri problemi di cui il cittadino libico soffre quotidianamente.

Il signor Pouyanné ha elogiato il ruolo positivo di NOC e i suoi sforzi per garantire la continua produzione ed esportazione di petrolio e gas nonostante le guerre in corso in Libia.

Ha anche espresso la sua preoccupazione per la presenza militare intorno agli impianti petroliferi e ai porti, soprattutto nel caso in cui scoppiassero combattimenti tra le parti in conflitto, che potrebbero produrre un grave disastro con significative perdite di vite umane. Ha sottolineato la necessità che tutte le parti si astengano dal combattere e di consentire a NOC di riprendere la produzione come primo passo verso l’avvio di un dialogo politico.

Alla fine, Mustafa Sanalla ha dichiarato: “Noi di NOC stiamo facendo tutto il possibile nei limiti della legge per revocare il blocco e facilitare la ripresa delle esportazioni di petrolio. Avremo quindi molto lavoro da fare per riparare le strutture danneggiate. Avremo bisogno di aiuto internazionale. Tuttavia, abbiamo buoni partner e, se vengono fornite le condizioni di sicurezza appropriate, non ci sarebbe motivo per impedirci di aumentare la produzione a oltre 2 milioni di barili al giorno entro pochi anni”.

Alla tavola rotonda hanno partecipato Giampiero Massolo, Presidente dell’Istituto Italiano di Studi di Politica Internazionale (ISPI), Claudia Sosai, attivista civile e Luca Fasani, giornalista.

Il vertice ha riunito 100 leader e influencer del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Europa per affrontare le sfide che la regione sta affrontando e discutere le possibili soluzioni a tali sfide.

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