L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 agosto 2020

Mare Nostrum - Le navi da guerra greche si stanno posizionando intorno all'area che la Turchia intende violare

I TURCHI INVADONO LE ACQUE GRECHE, NEL SILENZIO DELL'ITALIA


(di Tiziano Ciocchetti)
12/08/20 

La Marina Militare turca ha diramato un avviso ai naviganti per informarli che la nave Oruç Reis condurrà rilevamenti sismici a sud di Kastellorizo (isola in cui venne girato il film premio oscar Mediterraneo) per due settimane.

Il problema è che questi rilevamenti saranno effettuati nelle acque territoriali greche.

Il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha dichiarato che la Grecia non accetterà ricatti e difenderà la propria sovranità, definendo l’azione di Ankara una nuova, seria escalation, destabilizzante e pericolosa per la pace nell’area.

I rilevamenti sismici sono solo una copertura, Ankara è alla ricerca di giacimenti di gas naturale e per trovarli non esita a violare le acque territoriali altrui.

Atene, già da tempo, sta monitorando tutti i movimenti dalla Turchia. Tre settimane fa, in collaborazione con Cipro, la Marina greca ha condotto una serie di esercitazioni navali che, secondo Ankara, avrebbero violato la sovranità turca.


Le navi da guerra greche si stanno posizionando intorno all’area che la Turchia intende violare, mentre le unità dell'esercito sono in allerta. Il governo di Atene ha già sollevato (direi inutilmente) la questione con l'UE, la NATO e l'ONU.

Mentre il primo ministro, Kyriakos Mitsotakis, ha sottolineato che la Grecia sta seguendo gli sviluppi con fiducia e assoluta prontezza, rilevando che l'imposizione di sanzioni europee contro la Turchia è l'unico modo (arma spuntata visto che Ankara ricatta l’UE con i migranti).

Ancora una volta appare assordante il silenzio della nostra diplomazia, ormai prona ai voleri di Ankara. Per posizione geografica l’Italia dovrebbe avere un ruolo preminente, in qualunque questione riguardi paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Invece ci siamo auto-relegati in una posizione di assoluta irrilevanza, confidando in organismi internazionali oppure in altre nazioni che tutto fanno tranne che i nostri interessi.

Un atto di politica estera sarebbe quello di appoggiare la Grecia inviando anche noi unità navali nell’area interessata. Ma oltre al decisionismo politico mancano anche le navi, e quelle che abbiamo sono quasi disarmate, in quanto la Marina Militare viene vista più come un’appendice della Guardia Costiera piuttosto che una forza armata.

Foto: Türk Silahlı Kuvvetleri / Hellenic Navy

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