L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 agosto 2020

'Ndrangheta - appalti e opere pubbliche dei comuni e da lì che succhiano soldi e potere le 'ndrine

CRONACA
In Calabria 21 comuni e due Asl commissariati per 'Ndrangheta

Gli ultimi due nella notte. Gratteri, il problema sono i quadri della pubblica amministrazione

aggiornato alle 11:47 08 agosto 2020

© Luigi Narici / AGF - Il centro di Platì, in Calabria, territorio sotto il controllo della 'Ndrangheta

(AGI) In Calabria 21 comuni e due Asl sono commissariati per infiltrazioni. Gli ultimi due la notte scorsa. Il Consiglio dei Ministri ha infatti deciso di mettere fine alle esperienze amministrative dei comuni di Cutro (Crotone) e Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria).

Neanche le aziende sanitarie provinciali sono risultate immuni da infiltrazioni. Sono infatti stati sciolti gli organi di direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria e Catanzaro. In Calabria le infiltrazioni mafiose rappresentano la metà dei casi che hanno portato ad una interruzione anticipata della legislatura consiliare, a conferma della forte pervasività mafiosa.

Dia, rafforzare segretari comunali

L’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia ha dedicato una analisi ai commissariamenti per infiltrazione mafiosa deliberati nel 2019 e nei primi mesi del 2020 e delle ragioni alla base del forte interesse delle organizzazioni criminali per gli enti locali. Per contrastare più efficacemente il fenomeno delle infiltrazioni mafiose la relazione suggerisce, tra l’altro, un rafforzamento del ruolo dei segretari comunali, un più attento controllo da parte dei gruppi interforze provinciali istituiti presso le prefetture (cui collabora la stessa Direzione investigativa antimafia) sugli affidamenti di appalti e servizi pubblici.

Questi risultano spesso affidati a ditte legate ai clan locali e, infine, il monitoraggio dei flussi finanziari per individuare eventuali attività di riciclaggio. Fino ad oggi, per quanto riguarda la situazione calabrese, sono stati 121 i decreti di scioglimenti per infiltrazioni mafiose, di cui 8 annullati e 21 procedimenti archiviati. Nel 2017 è stato registrato l’anno “nero” per la pubblica amministrazione regionale, con ben 12 decreti di scioglimento. La provincia più interessata da questo fenomeno è quella di Reggio Calabria con ben 69 decreti di scioglimento.

Procuratore Catanzaro, comuni sciolti per mafia saranno sempre di più

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha più volte sottolineato che “i Comuni sciolti per mafia saranno sempre di più”, evidenziando anche che “il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione”. Ai numeri da record relativi ai commissariamenti per ingerenze della criminalità locale si affianca il dato relativo alle intimidazioni subìte dagli amministratori locali. Il rapporto "Amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico", diffuso nel giugno scorso, segnala 53 atti intimidatori avvenuti nel solo 2019. Nella triste classifica, la Calabria è la quarta regione italiana, preceduta da Campania, Puglia e Sicilia.

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