L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 31 agosto 2020

Nonostante la guerra che gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia hanno mosso a Huawei questa continua a macinare utili

HUAWEI NONOSTANTE IL BAN HA GUADAGNATO 35 MILIONI DI DOLLARI AL GIORNO NEL 2020


30 Agosto 2020, Ore 08:47

L’ultimo round di restrizioni negli USA nei confronti del colosso cinese Huawei hanno certamente spaventato l’azienda che però non sembra intenzionata ad arrendersi, anche perché gli ultimi dati sono decisamente positivi: secondo il Securities Times, Huawei nella prima metà del 2020 ha guadagnato 35 milioni di dollari al giorno.

Nello specifico, i dati pubblicati da Huawei Investment Holdings mostrano che la compagnia ha registrato un utile operativo di 65,6 miliardi di dollari (un aumento su base annua del 13,67%) e un utile netto di 6,2 miliardi di dollari (un aumento del 23,49% su base annua); nell’H1 2020 la società ha raggiunto un fatturato di 66 miliardi di dollari, per un aumento YoY del 13,1% e un margine di profitto netto del 9,2%.

Questi dati sono sorprendenti se si considera non solo la serie di ordini esecutivi pubblicati dall’amministrazione Trump ma anche il calo delle vendite a causa del coronavirus. Al momento sembrerebbe dunque che tutti i provvedimenti statunitensi e i cambi di politica da parte di paesi come Australia, Nuova Zelanda e Inghilterra per quanto concerne le infrastrutture 5G, non abbiano avuto un impatto eccessivo su Huawei, ma servirà vedere cosa succederà sul lungo termine.

Attualmente numero uno al mondo nel mercato smartphone, Huawei ha aggiunto: “Huawei ha ribadito il suo impegno a lavorare con operatori e partner industriali per mantenere operazioni di rete stabili, accelerare la digitalizzazione e sostenere gli sforzi per contenere le epidemie locali e riaprire le economie locali. L’azienda ha promesso di continuare a adempiere ai propri obblighi nei confronti di clienti e fornitori e di sopravvivere, andare avanti e contribuire allo sviluppo tecnologico indipendentemente dalle sfide future che la società deve affrontare”.

Riuscirà Huawei a mantenere questi dati e guidare la Cina nella vittoria nella guerra tecnologica contro gli Stati Uniti? È ancora troppo presto per dirlo, ma le premesse sembrano buone.
FONTE:GIZCHINA

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