L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 agosto 2020

NoTav - per tutti gli euroimbecilli che non sanno che la Torino-Lione già esiste e passa per il Frejus e che il doppione è un'inutile perdita di tempo e soldi

Il TAV illogico analisi con Luca Giunti sulla situazione

Tav e Corte dei Conti Europea. Una sostanziale bocciatura dell'opera tra ritardi, aumenti dei costi, errate valutazioni. Ne parliamo con Luca Giunti in assenza di un dibattito politico coerente


di Davide Amerio
23 agosto 2020

Tav, torniamo a parlarne con Luca Giunti: tecnico, scienziato, consulente per l’analisi dell’opera Tav in val di Susa. La famigerata nuova linea Torino-Lione.

Intorpiditi dalla questione Covid, è passata sotto traccia la notizia della relazione prodotta dalla Corte dei Conti Europea che ha analizzato lo stato dell’arte delle opere che avrebbero dovuto completare la Rete Transeuropea dei trasporti (TEN-T). Le forze politiche che avrebbero dovuto dare l’anima per opporsi all’opera (leggi Dimaioleggio ex M5S) hanno bofonchiato qualche timido sussulto.

I proponenti favorevoli alla linea, hanno fatto finta di nulla. Di una corretta informazione da parte dei media nazionale, nemmeno l’ombra. Ma ci saremmo stupiti del contrario.

Scorrendo da profani il documento (che alleghiamo), ricorrono parole e frasi come: ritardi, errori di valutazione nelle stime, aumento sproporzionato dei costi, etc etc.

Ca va san dire, più o meno il repertorio delle affermazioni che il movimento No Tav, ribadisce da circa trent’anni a questa parte. Schiere di esperti hanno scritto e documentato come l’uso strumentale delle Grandi Opere in Italia comporti inefficienze e costi, spesso mascherati. La stessa Corte dei Conti italiana ha già dichiarato in passato la non economicità delle linee Alta Velocità in Italia.

Abbiamo quindi chiesto un incontro con Giunti per approfondire il tema; capire cosa scrive la Corte Europea, cosa disse quella italiana, a che punto sono i lavori e i progetti. Non da ultimo l’atteggiamento tenuto dalla “politica” in questi anni in merito al Tav.

Buon ascolto.



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