L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 agosto 2020

NoTav - una procedura di esecuzione di esproprio che viola quanto previsto dalla legge sugli espropri è semplicemente nulla

Chiomonte, esproprio-burla

05.08.2020 - Redazione Italia


3 agosto 2020, al ponte sul fiume Dora presso la Centrale AEM di Chiomonte: la scena è surreale: una persona di sesso apparentemente maschile con casco da cantiere in testa e tuta da lavoro di colore giallo fluorescente impartisce disposizioni alle forze dell’ordine per impedire il normale svolgimento di una procedura di esecuzione di un decreto di esproprio.

Il suo volto è completamente coperto da una mascherina chirurgica misura XL e due grandi occhiali scuri misura XXL tipo anni ’60 coprono il resto del viso; solo quando si mostra di profilo è possibile scorgere due grandi orecchie pelose e ai bordi delle mascelle i segni di una rasatura poco curata: due indizi che fanno supporre si tratti di un individuo di sesso maschile.

Un altro indizio è il timbro della voce: è piuttosto avaro di parole ma quando l’avvocato che accompagna la proprietaria dei beni da espropriare gli chiede di mostrare il volto e farsi riconoscere risponde che il suo nome è TELT. Alla domanda di specificare anche il cognome risponde: TELT. Difficile dialogare con una persona travisata in volto ben oltre le norme anticovid che rifiuta di declinare le proprie generalità: TELT è sì l’ente espropriante ma l’esecuzione dell’esproprio deve essere affidata a un suo rappresentante/funzionario e non ad un uomo mascherato che rifiuta di qualificarsi. Alcuni tra i presenti sussurrano possa trattarsi del dirigente TELT Fabio Terzo Polazzo, ma si tratta di illazioni, ipotesi destituite di ogni fondamento, non c’è nessun riscontro oggettivo.

Sta di fatto che il misterioso signor (o signora?) TELT di nome e TELT di cognome impedisce di esercitare un diritto sancito dall’art. 24 comma 3 della legge sugli espropri: si tratta di 58 persone che risultano titolari di contratto di comodato di uso gratuito dei beni oggetto di esproprio: la legge prevede che possano partecipare alle operazioni di esproprio, loro lo sanno e mostrano tutti la carta d’identità chiedendo educatamente di entrare per poter esercitare il loro diritto. Ma il signor (o signora) travisato/a dice NO, e gli agenti in tenuta antisommossa obbediscono impedendo l’accesso.

Le richieste dell’avvocato di conoscere e poter interloquire con il responsabile degli agenti di polizia e dei carabinieri che difendono l’illegalità del signor (o signora) TELT di nome e TELT di cognome cadono nel vuoto: pare non esserci nessun responsabile disposto ad assumersi le sue responsabilità. Oggi c’è solo il misterioso signor X a comandare poliziotti e carabinieri. Non vi è neppure nessuno disposto a prendere dalle mani dell’avvocato il contratto di comodato di uso gratuito con le 58 firme: l’avvocato lo depone ai piedi degli agenti schierati, spingendolo con garbo al di là della linea del fronte, oltre gli stivali degli agenti.

Dopo due ore gli agenti invitano i titolari dei diritti a tornarsene a casa e non disturbare oltre: il signor (o signora) TELT di nome e TELT di cognome non ha altro tempo da perdere. Per oggi la cosa è finità lì.

Ma domani è un altro giorno e si vedrà: una procedura di esecuzione di esproprio che viola quanto previsto dalla legge sugli espropri è semplicemente nulla. Il movimento notav farà in modo che TELT sia costretta a prenderne atto. Con buona pace del suo funzionario travisato che ha cercato oggi un attimo di gloria senza neppure il coraggio di metterci la faccia.

Ufficio Stampa No TAV

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