L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 agosto 2020

Questa politica cieca tesa solo a guardare il proprio ombelico. Subito investimenti massicci nella nostra marina militare

LA TURCHIA SI PRENDE MISURATA. A QUANDO LAMPEDUSA?


(di Tiziano Ciocchetti)
20/08/20 

I nostri lettori sono a conoscenza che, da alcuni anni, è “operativo” un ospedale italiano nella città di Misurata, la struttura è collocata vicino l’aeroporto.

Ebbene, secondo l’accordo firmato a Tripoli, lo scorso lunedì, tra il ministro della difesa turco Akar, quello del Qatar al-Attyha e il premier al-Sarraj, la Turchia avrà in concessione una parte del porto di Misurata per 99 anni. Sempre in base al medesimo accordo, l’Aeronautica Militare di Ankara potrà utilizzare la base aerea di al-Watya, nella Tripolitania occidentale. Il Qatar finanzierà, insieme ai turchi, la riorganizzazione dell’esercito libico.

Ovviamente ora gli italiani sono di troppo a Misurata, infatti, già la scorsa settimana, c’è stata la richiesta (o meglio il diktat) di spostare la struttura ospedaliera, con il contingente al seguito, nella capitale Tripoli (visto che oramai non servono più come scudi umani (v.articolo) contro gli attacchi delle milizie di Haftar).

I turchi potranno così estendere la loro influenza anche nel Mediterraneo occidentale e potranno controllare i flussi migratori diretti verso l’Italia. Di fatto la Tripolitania diventa un protettorato turco-qatarino ma soprattutto uno spazio idoneo alla proliferazione dei fratelli musulmani.

Con questo accordo l’Italia è, dopo più di un secolo, ufficialmente estromessa dalla Libia. I governi Conte (uno e due) non hanno saputo mettere in piedi un minimo di iniziativa politico/militare, cercando invece inutili aiuti da organismi e conferenze internazionali.

La domanda che ci poniamo ora è questa: se Erdoğan dovesse ritenere di interesse strategico per la Turchia l’isola di Lampedusa cosa gli impedirebbe di occuparla?

Foto: presidency of the republic of Turkey

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