L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 agosto 2020

Segnali precisi e netti di come la classe politica a cui questo governo appartiene odia gli italiani e fa di tutto per umiliarli e trarre linfa dalle loro attività economiche

Tutti i trucchetti del governo sulle partite Iva

22 agosto 2020


Sapete perché il governo sta valutando di cambiare il modo con cui le partite Iva pagano le imposte sul reddito? Lo svela il post di Enrico Zanetti, tributarista ed ex viceministro alle Finanze

Sapete perché il governo sta valutando di cambiare il modo con cui le partite Iva pagano le imposte sul reddito, passando dall’attuale sistema di 2 acconti basati sul reddito dell’anno precedente a un sistema di versamenti “mese per mese” o “trimestre per trimestre” come avviene per l’Iva?

Perché, essendo il 2020 un annus horribilis per le partite Iva, gli acconti 2021 di giugno e novembre, calcolati sul reddito 2020, saranno molto bassi e l’Erario dovrebbe attendere il saldo di giugno 2022 per incassare.

Se invece l’Erario comincia già da febbraio 2021 ad incassare sul reddito provvisorio del mese di gennaio 2021 (e così via mese dopo mese), i soldi entrano nelle casse dello Stato (ed escono dalle tasche delle partite Iva molto prima).

La cosa divertente è che questa operazione non viene presentata in questi termini, ma come un cambiamento di semplificazione a vantaggio delle partite Iva, nonostante sia a dir poco evidente che liquidare le imposte per 12 mesi o 4 trimestri sia 12 volte o 4 volte più oneroso, in termini amministrativi, che liquidarle 1 sola volta su base annua.

Spero di essere stato sufficientemente semplice nell’esposizione da poter essere inteso anche da chi partita Iva non è, ma soprattutto da chi al governo e in Parlamento ha la possibilità di fermare questa polpetta avvelenata vestita da favore.

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