L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 settembre 2020

11 settembre 2001, due aerei tre torri, si inaugura la Strategia della Paura. Afghanistan, Libia, Iraq, Siria, rivoluzione colorata in Ucraina...

XI JINPING COME IL TENENTE MARION COBRETTI: “IO SONO LA CURA”


(di Andrea Cucco)
22/09/20 

In una riunione ad alto livello per commemorare il 75 ° anniversario delle Nazioni Unite il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping ha dichiarato che nessun paese ha il diritto di dominare gli affari globali, controllare il destino degli altri o mantenere tutti per sé i vantaggi dello sviluppo. Ancora meno dovrebbe essere permesso di fare quello che vuole ed essere l'egemone, il prepotente o il capo del mondo.

Ha inoltre sottolineato che le relazioni tra i paesi e il coordinamento dei loro interessi devono essere basati solo su regole e istituzioni e non dominati da coloro che agitano un forte pugno contro gli altri. Non ci devono essere pratiche di eccezionalità o doppi standard. Né il diritto internazionale deve essere distorto e usato come pretesto per minare i diritti e gli interessi legittimi di altri paesi o la pace e la stabilità nel mondo. Quello che dobbiamo fare è sostituire il conflitto con il dialogo, la coercizione con la consultazione e la somma zero con il vantaggio per tutti

Per mettere in pratica il principio del multilateralismo, dobbiamo agire, non solo parlare. Ci deve essere una cura, non solo una terapia. L'ONU dovrebbe mirare alla risoluzione dei problemi e muoversi verso risultati tangibili mentre promuove parallelamente la sicurezza, lo sviluppo e i diritti umani.


In particolare, ha affermato che la priorità dovrebbe essere data all'affrontare sfide alla sicurezza non tradizionali come la salute pubblica.

Confidando che il presidente sia ancora in vita e che quindi:
nessuno all'interno del Partito Comunista abbia frainteso le sue parole pensando che si trattasse di un'autocritica;
non fossero presenti – o a minima distanza – cittadini di Hong Kong, tibetani, uiguri o taiwanesi;
non sia ancora emersa ufficialmente la responsabilità per il milione di morti per un virus nato e dolosamente taciuto;

le domande che ci possiamo porre sono due:
“Xi Jinping ha fatto colazione con la tazza di Cobra, un vecchio film di Stallone?”
"Dopo l'attuale azzeramento della credibilità dell'OMS (v.articolo), agenzia da tempo marionetta della Cina comunista, cosa ci stiamo ancora a fare nelle Nazioni Unite?"

Foto: Xinhua / web

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