L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 settembre 2020

5 settembre a Roma per avere la possibilità di dissentire sulla narrazione ufficiale basata sulle fake news delle televisioni

5 Settembre, via al raduno contro il “regime sanitario”

Chi sono le associazioni che si riuniranno a Roma il 5 Settembre in piazza del Popolo per dire NO alla dittatura sanitaria? Sfilano Forza Nuova e decine di gruppi dai no-vax di sinistra alla destra estrema, ma anche il "popolo delle mamme". Invitati Sgarbi e Cunial. Nonostante l'assenza del Generale Pappalardo, che sembra aver snobbato la manifestazione, sfileranno molti gilet arancioni

3 Settembre 2020
Riccardo Corsetto


“Contro la dittatura sanitaria, fiscale e giudiziaria“. Sono questi i tre motivi del raduno spontaneo che troverà luogo in Piazza del Popolo a Roma il 5 settembre, ha raccontato a L’Unico Agostino Sanna, del Comitato Nazionale Liberazione Italia. Arriveranno 220 gruppi, associazioni e comitati da tutta Italia, una “grande unione civica” per dire “no” al Governo e alla dittatura sanitaria e giudiziaria, che sfrutterebbe il Covid per imporre limitazioni della libertà. “Sarà un raduno senza passerella – dice Sanna, originario di Olbia – non allestiremo nemmeno un palco, però già sappiamo che qualche politico cercherà di usarci per avere pubblicità, perché come al solito devono strumentalizzare l’iniziativa (da quanto appreso dovrebbero intervenire Vittorio Sgarbi e la No-Vax Sara Cunial, nda). “Questa è e deve restare una iniziativa di popolo”, precisa Sanna.

L’ex generale dei Carabinieri, Antonino Pappalardo, a capo del movimento Gilet Arancioni

La manifestazione è autorizzata dalla Questura di Roma, e così il raduno successivo, sempre nella giornata del 5 settembre, che si terrà davanti alla Bocca della Verità alle ore 16. La sorpresa però potrebbe esserci lunedì: “I gruppi si daranno appuntamento a sorpresa davanti a un portone importante, senza preavviso”. Tra i gruppi aderenti, “Noi con Trump”, Nonna Maura con Marcia su Roma, pezzi di Gilet Arancioni, da diverse regioni. Parteciperà anche Forza Nuova, il gruppo di estrema destra.

Endorsement al raduno arrivano dal noto criminologo Alessandro Meluzzi, vicino a Giorgia Meloni, ma anche dall’avvocato Carlo Taormina, che il 5 Ottobre alle 18 parteciperà all’Hotel Colony di Roma ad un convegno del Think Tank StopEuropa, e dal filosofo marxista Diego Fusaro, ispiratore del movimento Vox Italia. Persino Monsignor Viganò, ormai nemico giurato della corrente progressista di Papa Francesco, ha appoggiato le ragioni dei manifestanti, dopo un plateale post di endorsement a Donald Trump.

Vittorio Sgarbi, critico d’arte e parlamentare

È giallo invece sulla partecipazione a Piazza del Popolo del Generale Antonio Pappalardo, agitatore dei Gillet arancioni. Tramite messaggio avrebbe fatto sapere di essere in Tunisia, insieme all’avvocato Lillo Massimiliano Musso, e di non avere interesse a sfilare “insieme a Forza Nuova”. L’avvocato Musso era salito agli onori della cronaca dopo il ricovero coatto in TSO subito dal fratello Dario, fermato dalle forze dell’ordine a Ravanusa, in provincia di Agrigento, perché durante il lock-down imposto dai DPCM di Conte invitava la cittadinanza, con l’ausilio di un megafono, a disobbedire alle restrizioni. I manifestanti cercheranno di replicare la manifestazione di Berlino, per lo più oscurata dai grandi media nazionali e internazionali.

Nessun commento:

Posta un commento