L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 settembre 2020

Benissimo è così che si fa

ESTERO
L'accordo tra India e Cina per un rapido disimpegno dei soldati al confine

In un comunicato congiunto dichiarano di essersi accordate per "non permettere che le divergenze diventino dispute" e hanno convenuto che "l'attuale situazione nelle aree di frontiera non è nell'interesse di nessuna delle parti"

aggiornato alle 07:2611 settembre 2020

© Afp - Soldato indiano al confine con la Cina

AGI - India e Cina hanno raggiunto un accordo in cinque punti per la de-escalation e il "rapido" disimpegno dei soldati al confine tra i due Paesi asiatici, dopo le ultime tensioni tra i militari di frontiera riemerse nei giorni scorsi. L'accordo, che non fissa una tempistica precisa, è giunto dopo un incontro durato circa due ore tra il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jiashankar, e il suo omologo cinese, Wang Yi, a margine dell'incontro a Mosca dei ministri degli Esteri dei Paesi membri della Shanghai Cooperation Organization, nel quale gli alti diplomatici dei due Paesi hanno avuto discussioni "schiette e costruttive" sulla tensione militare al confine.

In un comunicato congiunto, India e Cina dichiarano di essersi accordate per "non permettere che le divergenze diventino dispute" e hanno convenuto che "l'attuale situazione nelle aree di frontiera non è nell'interesse di nessuna delle parti". I soldati di frontiera di India e Cina, perciò, "dovrebbero continuare il loro dialogo, disimpegnarsi rapidamente, mantenere una distanza appropriata e allentare le tensioni".

India e Cina si sono dette d'accordo sul rispetto degli accordi esistenti, sul mantenimento della pace e della tranquillità nelle zone di confine e sull'evitare che qualsiasi azione possa provocare un'escalation della tensione. I due paesi si sono infine accordate per continuare il dialogo attraverso i meccanismi esistenti e per nuove misure per costruire la fiducia nelle aree di confine.

Le tensioni tra India e Cina al confine sono riemerse a giugno scorso, con i più violenti scontri tra i soldati di frontiera degli ultimi decenni, nei quali sono morti venti soldati indiani, mentre non si hanno cifre ufficiali delle vittime tra i soldati cinesi.

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