L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 settembre 2020

Covid-19 - vietato dissentire

Australia, pubblica su Facebook post contro misure anticovid: la polizia la arresta in casa

Una donna australiana di 28 anni residente nello stato di Victoria, Zoe Buhler, è stata arrestata in casa sua dalla polizia perché aveva publicato sui social un post per inneggiare alle proteste contro le misure anticovid imposte dal governo locale. L’accusa è di istigazione a delinquere perché avrebbe invitato a partecipare a un corteo non autorizzato.

ESTERI 2 SETTEMBRE 2020 13:04di Antonio Palma

Un post pubblicato sui social per inneggiare alle proteste contro le misure anticovid imposte dal governo, tanto è bastato perché la polizia facesse irruzione in casa sua e la arrestasse. È quanto capitato a una donna australiana di 28 anni residente nello stato di Victoria, Zoe Buhler, il cui arresto è stato filmato dal marito diventando subito virale su facebook e attirando numerose proteste contro la polizia locale. Nel filmato si vede la donna, ammanettata dagli agenti nonostante sia incinta, mentre discute con i poliziotti. Nel video, la donna dice di non essere a conoscenza di aver infranto la legge caricando contenuti a sostegno della protesta ma gli agenti ribattono che ha violato la legge.

Come ricostruito dai media locali, tutto sarebbe nato con un post su facebook in cui la donna avrebbe incoraggiato le persone a partecipare a una manifestazione di protesta contro le misure anticovid. In Australia gruppi di manifestanti anti-blocco hanno organizzato per il 5 settembre una serie di proteste pianificate in tutto il paese ma no autorizzate dalle autorità così la polizia ha deciso di intervenire severamente individuando tutti i possibili partecipanti. L’arresto della donna residente con marito e due figli a Miners Rest, nel nord-ovest di Melbourne, infatti è solo l’ultimo di una serie di fermi di polizia effettuati negli ultimi giorni nello stato di Victoria con l’accusa di istigazione a delinquere tra cui anche un uomo ultrasettantenne.

“La polizia di Victoria è a conoscenza di un raduno proibito che è previsto a Ballarat sabato. Qualsiasi riunione di questa natura è in palese violazione delle indicazioni del Ministero della salute e mette a rischio le vite delle persone” hanno dichiarato dalla polizia spiegando che la donna aveva inviato alla partecipazione sui social e quindi è stata arrestata a poi rilasciata su cauzione con l’obbligo di comparire in tribunale il 25 gennaio prossimo. “Chi sta ancora pensando di partecipare alla protesta a Ballarat sabato può aspettarsi una risposta rapida e ferma dalla polizia" hanno concluso dalla polizia.


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