L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 settembre 2020

Diritto internazionale fottiti - gli ebrei sionisti continuano a bombardare la Siria

11/09/2020, 08.48
SIRIA - ISRAELE
Raid aereo israeliano alla periferia di Aleppo, attivata la difesa anti-aerea

Gli scontri sono proseguiti per gran parte della notte. La difesa in stato di allerta per contrastare una “aggressione aerea”. Fonti governative rivendicano l’abbattimento di gran parte dei missili. Nelle ultime settimane si sono intensificate le operazioni militari dell’esercito israeliano contro Damasco e i suoi alleati, l’Iran e gli Hezbollah libanesi.


11 settembre 2020

Aleppo (AsiaNews/Agenzie) - Nella notte e fino alle prime ore della mattina la difesa anti-aerea siriana è rimasta in stato di allerta per contrastare una “aggressione aerea” esterna nei pressi di Aleppo, metropoli del nord un tempo capitale economica e commerciale del Paese. Secondo gli esperti, citati dall’agenzia ufficiale Sana, dietro l’attacco vi sarebbe l’esercito israeliano, protagonista già in passato di operazioni militari mirate in territorio siriano. 

“All’1.30 di notte ore locale - spiega una nota dell’agenzia - il nemico sionista ha condotto una aggressione aerea, con l’obiettivo di colpire i dintorni della città di Aleppo con una selva di missili”, come conferma una “fonte militare” anonima. Essa non spiega nel dettaglio la posizione o le posizioni prese di mira, ma aggiunge che le batterie di difesa antiaerea si sono attivate e hanno “abbattuto” la maggior parte dei missili.

Secondo quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdu), nelle ultime settimane si sono verificati diversi raid aerei in territorio siriano, molti dei quali sono stati attribuiti alle forze israeliane. Gli attacchi hanno preso di mira postazioni a sud di Damasco, nella Siria centrale o nell’estremo settore orientale, al confine con l’Iraq, colpendo e uccidendo miliziani filo-iraniani o soldati governativi.

Israele non ha voluto commentare l’attacco della notte. Ma già in passato l’esercito con la stella di David ha compiuto operazioni militari contro obiettivi militari di Damasco e dei suoi alleati, l’Iran e gli Hezbollah libanesi, rivendicandole in un secondo momento o a distanza di anni. Teheran ha sostenuto il governo siriano in questi nove anni di guerra, inviando centinaia di esperti militari e migliaia di uomini. La Repubblica islamica avrebbe sfruttato il conflitto per costruire una base militare, utilizzata in collaborazione con i soldati siriani.

Divampato nel marzo 2011 con la repressione dei movimenti pro-democrazia, il conflitto in Siria si è trasformato in una guerra per procura con il coinvolgimento di potenze regionali e mondiali. Ad oggi si sono registrate quasi 400mila vittime e milioni fra sfollati interni e rifugiati.

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