L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 settembre 2020

Energia pulita - In un mondo in cui le banche centrali sperperano miliardi per salvare aziende decotte 1000 miliardi per l'idrogeno verde sono bazzecole. D'altra parte senza visione e crederci niente è possibile, la cecità di questa politica è nota, salvano i profitti e non sanno sognare

Perché l’idrogeno dipenderà dal gas

9 SETTEMBRE 2020


Se i prezzi del gas non aumentano come gli analisti si aspettano, la competitività dell’idrogeno potrebbe essere compromessa

L’idrogeno si è rapidamente trasformato in una fonte energetica in grado di dare molte speranze alla transizione energetica: è l’elemento chimico più abbondante dell’universo può essere sfruttato per produrre e immagazzinare energia senza temere la scarsità delle forniture. E può anche essere prodotto interamente da fonti rinnovabili, il che lo rende quasi perfetto.

I PIANI DELLE UTILITY USA


Tuttavia, l’idrogeno verde – quello cioè prodotto attraverso l’ausilio di fonti pulite – ha un costo. Diverse utility statunitensi hanno rivelato grandi piani per l’idrogeno verde, secondo un rapporto del Wall Street Journal: NextEra Energy e Dominion Energy sono tra queste, e prevedono di investire nella produzione di idrogeno da energia solare ed eolica, anche se è uno dei modi più costosi per produrre idrogeno, da utilizzare a sua volta per produrre elettricità.

“I costi andranno in una sola direzione, ed è il calo – ha dichiarato al Wall Street Journal uno dei vicepresidente senior di Dominion Energy -. E’ solo una questione di quanto in basso andranno”.

IL NODO DEI COSTI NEL REPORT WOODMAC

In effetti, questa è la domanda più importante che segnerà di fatto, in positivo o in negativo, il futuro dell’idrogeno verde: gli analisti di Wood Mackenzie hanno recentemente scritto in un report di aspettarsi costi di produzione dell’idrogeno verde in calo del 64% entro il 2040 e in alcuni luoghi anche prima.

“In media, i costi di produzione dell’idrogeno verde saranno uguali a quelli dell’idrogeno fossile entro il 2040. In alcuni Paesi, come la Germania ci si arriverà entro il 2030. Considerata la scala che abbiamo visto finora, il 2020 sarà probabilmente il decennio dell’idrogeno”, ha scritto l’autore del rapporto, l’analista di ricerca senior Ben Gallagher, aggiungendo: “L’aumento dei prezzi dei combustibili fossili aumenterà la competitività verde, rafforzando ulteriormente le ragioni di questa tecnologia nei prossimi anni”.

LA SCOMMESSA DELL’EUROPA

L’Europa scommette già molto sull’idrogeno verde, con piani per costruire almeno 40 GW di capacità di elettrolisi entro il 2030, di cui 6 GW operativi entro il 2024. L’elettrolisi è il processo utilizzato per produrre idrogeno scindendo l’acqua nei suoi costituenti ossigeno e idrogeno. Quando utilizza fonti di energia rinnovabili e materie prime a basso costo, questo processo rimane molto più costoso del processo di produzione dell’idrogeno che coinvolge il gas naturale.

L’Europa è però decisa a diventare verde e a produrre idrogeno pulito. Vuole ottenere il vantaggio competitivo su un mercato dell’idrogeno che gli analisti, secondo la Reuters, si aspettano arrivi fino a 1,2 trilioni di dollari entro il 2050. E sembra disposta a pagare qualsiasi cifra per ottenere questo vantaggio o per raggiungere le sue ambizioni di emissioni nette zero nel 2050, nonostante il costo.

COSA SERVE ALL’IDROGENO PER DIVENTARE UN COMBUSTIBILE TRADIZIONALE

Per fare dell’idrogeno un combustibile tradizionale sono necessarie, infatti, infrastrutture di produzione e distribuzione, oltre che di stoccaggio. La parte della distribuzione è relativamente facile in Europa: l’idrogeno può essere pompato lungo i gasdotti precedentemente utilizzati per il trasporto del gas, anche se non sarebbero sufficienti. Lo stoccaggio è un po’ più complicato perché l’idrogeno è altamente combustibile. Anche la produzione è complicata, dato il costo dell’elettrolisi a emissioni zero. A livello globale, le cose diventano ancora più complicate.

LE STIME DI BARCLAYS SUI COSTI DELL’IDROGENO

Reuters cita una stima dei costi di Barclays per le attrezzature necessarie per produrre idrogeno verde e blu (usando la tecnologia di cattura del carbonio) a livello globale, e queste ammontano a 500 miliardi di dollari nei prossimi tre decenni. Ma gli investimenti necessari per le infrastrutture di stoccaggio e distribuzione potrebbero gonfiare il conto fino a 1.000 miliardi di dollari. Secondo Gallagher di WoodMac, sempre citato da Reuters, la sfida dell’infrastruttura dell’idrogeno potrebbe diventare la più grande tra tutte le tecnologie di decarbonizzazione dell’ultimo decennio.

L’IDROGENO GRIGIO E BLU COSTA DA TRE A SEI VOLTE MENO RISPETTO AL ‘VERDE’


Ad oggi, l’idrogeno verde costa da tre a sei volte di più da produrre rispetto all’idrogeno grigio o blu, secondo un analista senior della Guidehouse citato dal Wall Street Journal. Questo è un deterrente significativo per l’adozione di una tecnologia, ma la spinta dello zero netto sta cambiando tutto questo. Secondo Dan Hahn di Guidehouse, il costo della produzione di idrogeno verde inizierà a scendere molto presto grazie agli investimenti che si stanno facendo per il suo avanzamento.

Nel frattempo, gli analisti sembrano essere d’accordo sul fatto che i costi dei combustibili fossili aumenteranno nei prossimi decenni, livellando il campo di gioco con l’idrogeno. Wood Mackenzi, ad esempio, prevede che il costo dell’idrogeno grigio, quello prodotto con carbone e gas, aumenterà fino all’82% entro il 2040, a causa del previsto aumento dei prezzi del gas naturale. Il costo dell’idrogeno blu, il tipo prodotto utilizzando il gas naturale combinato con la cattura e lo stoccaggio del carbonio, dovrebbe aumentare del 59 per cento entro il 2040, sempre a causa dell’aumento dei prezzi del gas naturale.

LA COMPETITIVITÀ DELL’IDROGENO VERDE POTREBBE DIPENDERE DAI COSTI DEL GAS

Sembra che la competitività dell’idrogeno verde dipenda fortemente dai prezzi del gas naturale. Se i prezzi non aumentano come gli analisti si aspettano, questa competitività potrebbe essere compromessa, non importa quanti miliardi di aziende energetiche investano in questa tecnologia. D’altra parte, con la diminuzione anche del costo dell’elettricità rinnovabile, il costo della produzione di idrogeno con il solare e l’eolico potrebbe continuare a diminuire costantemente, soprattutto se si considera l’energia in eccesso prodotta dai parchi solari ed eolici.

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