L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 29 settembre 2020

I pescatori avevano solo una responsabilità: stavano lavorando. E lo stato italiano incapace di tutelarli mantiene le navi militari nei porti

Sicilia, due pescherecci sequestrati dalle autorità libiche: da 26 giorni nessuna informazione sui 18 membri degli equipaggi

Sicilia. “Faccio appello alla rappresentanza parlamentare siciliana affinché eserciti su Roma la necessaria pressione”, così il Presidente Musumeci sul silenzio delle Istituzioni nazionali riguardo le sorti dei 18 pescatori imbarcati sui 2 pescherecci sequestrati dalla Libia il primo settembre

28 Settembre 2020 11:53 | Alberto Caminiti


Lo scorso 1 settembre due pescherecci facenti capo alla marineria di Mazzara del Vallo, l’Antartide ed il Medinea con a bordo complessivamente 18 marinai sono stati sequestrati dalle autorità libiche, mentre si trovavano a circa 38 miglia nautiche a nord dalle coste della Cirenaica. Dopo il sequestro è stato comunicato il trasferimento dei due equipaggi presso Bengasi, la seconda città più popolosa della Libia che ospita un porto trafficato.

Da quel momento in avanti le informazioni diffuse sulle sorti dei 18 uomini sequestrati, da frammentarie, sono diventate pressoché nulle nonostante gli appelli al Governo nazionale da parte del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e le rassicurazioni del Premier Giuseppe Conte, il quale ha dichiarato di seguire personalmente e quotidianamente la vicenda, nell’intento di “pervenire a una rapida e positiva soluzione”.

Assenza di informazioni che ha indotto Musumeci a criticare aspramente il silenzio del ministero degli Esteri e della Presidenza del Consiglio, che da 26 giorni non forniscono aggiornamenti sul caso. A tale fine, il Governatore ha inoltre sollecitato la rappresentanza parlamentare siciliana affinché eserciti pressione su Roma.

“Dopo 26 giorni non abbiamo ancora alcuna notizia sul rilascio dei due motopescherecci di Mazara del Vallo, sequestrati dalle autorità libiche il primo settembre – scrive Musumeci –.
Non è assolutamente tollerabile questo silenzio da parte del ministero degli Esteri. Ci sono le famiglie dei 18 pescatori che attendono con angoscia e trepidazione che la Farnesina faccia conoscere la verità, qualunque essa sia. Né bastano le rassicurazioni fornitemi personalmente dal premier Giuseppe Conte circa un suo intervento su Tripoli.
Il tempo delle parole e delle buone volontà è abbondantemente scaduto. Rinnovo l’invito al governo centrale per una rapida soluzione della vicenda e faccio appello alla rappresentanza parlamentare siciliana affinché eserciti su Roma la necessaria pressione”.

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