L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 17 settembre 2020

Il popolo palestinese non esiste come nei desiderata degli ebrei sionisti

La "pace" di Trump inganna gli stolti e i media asserviti


di Alberto Negri

Trump si sta disimpegnando dal Medio Oriente mettendo insieme una sorta di Nato araba a trazione ebraica in funzione anti-iraniana e forse anti-turca. Ai Palestinesi non viene dato nulla in cambio da Israele, neppure un pollice di terra occupata.

Questi non sono accordi di pace tanto è vero che nè gli Emirati nè il Barhain sono mai stati in guerra con Israele: si tratta della definizione di nuovi assetti geopolitici che consentiranno di vendere armi ai Paesi del Golfo senza più limiti dovuti al boicottaggio anti-israeliano. Incide la campagna per le presidenziali: Trump ha bisogno di successi, tanto è vero che ha avviato negoziati anche con i Talebani, e dà anche una mano a Netanyahu in crisi nera all'interno.

Ma sui nostri giornali e in tv, al contrario di quelli americani e persino israeliani, bisogna scrivere e dire che inizia una nuova "era di pace" perché

1) nulla sanno di Medio Oriente

2) sono asserviti alla lobby americana e israeliana che influenza i mezzi di di informazione.

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