L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 settembre 2020

La borsa del Libero Mercato esulta perchè 48 mila famiglia perderanno il posto di lavoro


L’euforia in Borsa per Commerzbank e le «macabre» attese che il nuovo ceo tagli 10.000 (?!?!) bancari

Falliti i tentativi di fusione con Deutsche Bank e poi con UniCredit per l'opposizione sindacale agli esuberi, ora il nuovo capo azienda procederà con la riduzione dei 48.000 dipendenti. Il «pensiero unico» degli investitori ignora i rischi della divisione Cib e le perdite arrivate dal caso Wirecard.

di Alessandro Graziani
28 settembre 2020

(REUTERS)

Il nuovo ceo di Commerzbank Manfred Knof entrerà in carica solo da gennaio 2021. Ma la sua designazione, unita alla sua fama di duro negoziatore con i sindacati sul taglio dei costi prima in Allianz e poi a Deutsche Bank, ha spinto le depresse quotazioni di Commerzbank a un rally del 5%.

Il motivo, documentato nei vari report inviati subito dalle banche d'affari agli investitori, è ...

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