L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 settembre 2020

La civiltà europea morirà e verrà sostituita dalla Sharia

PREGHIERA
Una pioggia per cancellare l'arcobaleno lgbt

CAMILLO LANGONE 29 SET 2020

Il ponte di Corso del Popolo a Padova con i colori lgbt è più efficace di mille spirali, diecimila preservativi, centomila pillole: è la potenza anticoncezionale dell’omosessualismo

Prego sempre per la pioggia di zolfo, quella di Genesi 19,24, ma in subordine prego per la pioggia normale, la pioggia d’acqua, affinché dilavi la tinteggiatura arcobaleno del ponte del Corso del Popolo, a Padova. Una ragazza ci è passata e mi ha scritto che dopo averlo calpestato ha sentito calpestata la sua natura femminile e ha deciso di non avere figli. Tale è la potenza anticoncezionale dell’omosessualismo: il ponte padovano con i colori lgbt è più efficace di mille spirali, diecimila preservativi, centomila pillole… Mi è subito venuta in mente Ida Magli, l’emersione dell’omosessualità come segno della libido moriendi occidentale, e dopo Ida Magli il cardinal Caffarra le cui parole a memoria non ricordavo e ho ritrovato poi: “L’Europa sta morendo. Poiché non c’è stata civiltà che sia sopravvissuta alla nobilitazione dell’omosessualità. Non dico all’esercizio dell’omosessualità. Dico: alla nobilitazione della omosessualità”. In effetti la fecondità della giovane lettrice rischia di non sopravvivere all’attraversamento del ponte imbrattato da Sodoma. Allora prego per la pioggia dilavante, affinché sbiadiscano presto quei colori scoraggianti, degradanti l’utero da organo essenziale a ignorabile appendice.

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