L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 settembre 2020

La Francia insieme alla Svezia e alla Norvegia saranno i primi paesi di Euroimbecilandia dove la Sharia comanderà

«I giovani musulmani in Francia sono più radicali dei loro genitori»

Redazione 9 settembre 2020 Esteri

Secondo due sondaggi Ifop, il 45% dei musulmani under 25 pensa che «l’islam è incompatibile con i valori della società francese»

foto ANSA

I giovani musulmani francesi sono più religiosi e più radicali dei loro genitori. È questo il risultato di un sondaggio pubblicato da Ifop il 2 settembre e commissionato da Charlie Hebdo.

«ISLAM INCOMPATIBILE CON LA REPUBBLICA»

La domanda più importante rivolta dai sondaggisti ai musulmani di età inferiore ai 25 anni è: «Pensa che l’islam sia incompatibile con i valori della società francese?». Il 45 per cento risponde di sì, mentre la percentuale si abbassa al 24 per cento tra coloro che hanno più di 35 anni.

Il 74 per cento dei francesi musulmani con meno di 25 anni risponde positivamente anche alla domanda: «Le sue convinzioni religiose vengono prima dei valori della Repubblica?». Anche in questo casi solo il 25 per cento degli aderenti all’islam con più di 35 anni risponde positivamente.

«LA SOLA VERA RELIGIONE»

Ci sono altri due elementi che in Francia vengono visti come sintomo di «radicalità» e che in realtà sembrano mostrare soltanto un’adesione più sincera alla religione. Il primo riguarda la percentuale di musulmani che ritengono «l’islam la sola vera religione»: è il 61 per cento, mentre nel 2016 era il 55 per cento.

Inoltre, sempre secondo un sondaggio Ifop, questa volta però realizzato per Le Point, il 40 per cento dei giovani tra i 18 e i 24 anni dice di frequentare la moschea al venerdì. Nel 2011 erano il 23 per cento. Analizzando i dati, Le Figaro sintetizza: «I giovani musulmani si dicono più radicali dei loro genitori.

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