L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 settembre 2020

La prova, se ce ne fosse il bisogno, che la pandemia è stato lo strumento per distruggere l'OFFERTA in un mondo in crisi per SOVRAPPRODUZIONE

La pandemia fa chiudere 36 mila aziende in Giappone. E non è finita


redazioneweb@agenziadire.com

Da qui alla fine del 2020 il numero delle aziende costrette al fallimento potrebbe salire a 53 mila: il problema principale è l'assenza di domanda

FUKUOKA – Quasi 36 mila aziende giapponesi sono state finora costrette ad interrompere le loro attività a causa dei contraccolpi sull’economia causati dalla pandemia dei coronavirus. Il numero totale di aziende che presumibilmente saranno costrette al fallimento nel 2020, secondo una proiezione del think-tank giapponese Tokyo Shoko Research, potrebbe arrivare a oltre 53 mila, il massimo dal 2000.

“Con il protrarsi della pandemia è inevitabile anche un aumento delle aziende che interromperanno le attività, non tanto per mancanza di liquidità quanto per le prospettive di diminuzione della domanda“, ha rilevato il think-tank nel rapporto pubblicato sull’argomento.

Nessun commento:

Posta un commento