L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 settembre 2020

La Strategia della Paura si è nutrita del terrorismo, del covid 19 e ora dell'allarme generale per imprecisate possibili eventuale catastrofe nazionali

IL TEST
Germania, alle 11 suonano tutte le sirene del Paese: l’«esercitazione» anti-catastrofe torna dopo 30 anni

I sistemi di allarme di ministeri, stazioni di polizia, vigili del fuoco, fino alle tv e alle app di allerta, risuonano giovedì mattina all’unisono. Una prova, spiega la protezione civile, perché «ci sono sviluppi in tema di pericoli e catastrofi naturali che ci preoccupano»

10 settembre 2020


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO – Se per caso abitate o vi trovate in Germania, tappatevi le orecchie. Questa mattina intorno alle 11 in tutta la Repubblica Federale suoneranno le sirene. I segnali di allarme di ministeri, stazioni di polizia e vigili del fuoco, ospedali, caserme, scuole, fabbriche e aeroporti verranno azionati per un minuto. Ma lampeggeranno anche televisori, app di allerta, tabelloni luminosi nelle autostrade e nelle città.

Tranquilli. È solo una prova d’allarme generale decisa dal BBK, l’Ufficio federale per la protezione civile. Ma non succedeva da trent’anni, cioè dalla fine della Guerra Fredda, quando in Germania Ovest erano attive quasi 100 mila sirene. La ragione? «Ci sono sviluppi in tema di pericoli e catastrofi naturali che ci preoccupano – spiega il presidente del BBK, Christoph Unger –, come le conseguenze dei cambiamenti climatici, tipo inondazioni e uragani. È già successo diverse volte negli ultimi dieci anni. Oppure attacchi terroristici, incidenti in complessi chimici, black-out energetici. Dobbiamo avere una popolazione meglio preparata e informata».

Unger nega che la prova generale, in tempi di pandemia, possa generare altro panico e isteria tra i tedeschi. Anzi. D’ora in poi, per decisione della Conferenza dei ministri degli Interni dei 16 Laender le sirene suoneranno ogni anno il secondo giovedì di settembre. In caso di catastrofe vera, i tedeschi potranno informarsi su quanto accade via radio, tv, siti o sull’App governativa Nina, finora scaricata da 7 milioni di persone e con l’obiettivo di arrivare presto a 40. Ma Unger dà anche un altro consiglio: «Tenete sempre riserve di cibo e carta igienica per 10 giorni. Eviteremo le scene di assalto ai negozi dell’inizio della pandemia». Come diceva Goethe, «wer forsieht ist der Herr des Tages», chi prevede è il signore del giorno.

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