L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 28 settembre 2020

Le televisioni con le loro dosi quotidiane di terrore basate su fake news hanno creato un mondo voluto dalla Strategia della Paura

GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2020




“Più leggi ci sono, più corrotto è lo Stato” (Tacito)

OMS, o dell’umorismo macabro

Incominciamo con uno sghignazzo che, dopo, ci sarà poco da ridere. Da quell’Helzapoppin che è l’OMS quando passa dal necrofilo al nonsense, ci viene ordinato di non salutarci piu’ a gomitate, come fanno quei mentecatti in tv, bensì con la mano sul cuore. Io, modestamente, me l’ero già chiesto: ma come, quando tossisci, starnutisci, sputacchi, devi farlo nel gomito, scaricando lì i tuoi schifosi germi? Poi, pero’ ti hanno anche ordinato di salutare unendo quei gomiti, pieno di germi. Piu’ che scambiarsi un saluto, era un ricco scambio di virus. Forse, perchè sennò il virus spariva troppo presto. Ci hanno ripensato. Come sulle mascherine, sulla clorochina, su chiusure e aperture, sul test valido, non valido, su quel vaccino, su quell’altro, intubare e uccidere, basta intubare....

Quando si dice “Sinistra in rete”

E poi una premessa. Arriva in rete un’apprezzabile selezione di articoli tra il valido, il fumoso e il sorpendente. Si chiama “Sinistra in rete” e ci ho pubblicato parecchie cose. Da un certo punto in poi, questo bollettino, campione di lotta alla censura, ha censurato e cestinato tutto quello che ho scritto sul Coronavirus, compreso il mio libro. In compenso ha pubblicato “Didattica del virus”, di Rocco Ronchi. Andate a vederlo, questo modello di partaculaggine pomposa, banale e tracimante di citazioni di illustri a coprire la banalità dell’ovvio e del nulla. Alla newsletter è accettabile perchè non dice un cazzo sulle nefandezze dei virusiani Un’offesa a un foglio felicemente bianco. Non è questione di polemica. Una volta di più si impara che ci si può dire di sinistra quanto si vuole, ma quando si cade sui nodi strategici della destra estrema, si parla a vanvera


Scienza, confronto non dogma

https://youtu.be/NPAKi-la11w CTRL +clic sul link


Quelli che il regime e i suoi media ci presentano come l’Olimpo della scienza, quindi luminari indeffettibili e indiscutibili quanto il Padreterno, la Madonna, il papa, Padre Pio, sono quasi tutti gente che di virus ne sa poco più di quanto gli vien detto di dire. Milita nella seconda, terza, quarta fila della medicina. A volte sono veterinari (Capua), a volte parassitologi. Punta spesso a un ascensore parlamentare, agevolato perchè sta nelle grazie dell’OMS e dunque di Bill Gates, il filantropo che, con milioni di dollari, tiene al guinzaglio questa presunta agenzia dell’ONU e i suoi corifei mediatici..

Coloro che vengono citati nel video qui sopra sono epidemiologi, virologi, ricercatori, titolari di cattedre nelle più prestigiose università del mondo. Non compaiono quasi mai in tv,o sui giornali che militano nell’area virus mortale-vaccino salvatore (tutti). Alcuni di loro, come Wolfgang Wodarg, già responsabile nell’Assembvlea Europea della Salute Pubblica, si sono resi esecrandi e ostracizzandi per aver smascherato e bloccato l’operazione pandemia falsa della della Febbre porcina nel 2009 e per averne fatto andare sotto inchiesta i vessilliferi.

Un documentario per farla finita


Decisivo e irrinunciabile documentario tedesco, tradotto in italiano, in cui sono riportati i giudizi di molti dei più eminenti scienziati, Medici, Premi Nobel, su un’operazione Coronavirus, portata avanti da scienziati e da politici, sollecitati da forze molto potenti a imporre un modello autoritario, patogeno e disumano di società. Un’operazione, condotta in sinergia con l’onnipervasiva forma di vita digitale e basata su falsi dati, trattamenti sbagliati e intesa a imporre una dittatura sanitaria globale. E’ IL ROVESCIAMENTO TOTALE DELLA VULGATA UFFICIALE E APRE LA STRADA AI RISARCIMENTI DA PARTE DI UNA RISTRETTISSIMA ELITE SENZA SCRUPOLI PER GLI INCALCOLABILI DANNI ALLA SALUTE, ALLA PSICHE, ALL’ANIMA, OVUNQUE ABBIA SEDE, E ALLE CONDIZIONIECONOMICO-SOCIALI DI MILIARDI DI PERSONE.

Non si uccidono così anche i cavalli? 


Magonza, quel giorno, quell’ora

Quando sento dire guerra, spesso non mi vengono in mente immagini ed episodi dei vari conflitti in cui ho fatto l’inviato. Quasi sempre mi si ripresenta questo quadro: una strada di tardo pomeriggio, fiancheggiata da macerie e da alti edifici, scheletri sbrecciati, ma ancora in piedi, con dentro bagliori di fiamme negli ultimi spasmi. Era da poco suonata la sirena del cessato allarme. Case dalle bombe al fosforo bruciate dentro. Come le persone a Gaza o a Falluja. Finestre annerite, orbite senz’occhi. Al lato della strada, un cavallo sdraiato sul fianco con la pancia squarciata, l’occhio largo, nero, come stupefatto, che non riusciva a morire. E accanto, anzi mezzo sotto, un puledro immobile, con le zampe rivolte a quel cielo da cui era scesa la morte. Uno sguardo sull’eterna strage degli innocenti. .

Era a Magonza, antica città d’arte tedesca alla confluenza tra Reno e Meno, autunno 1944, appena dopo un bombardamento a tappeto. Ero bambino. Ma quell’immagine si è nascosta nei miei occhi e ogni tanto, coglie lo spunto per riapparire.


Far morire male

E’ riemersa all’inizio dello stato d’assedio, quando sugli schermi vennero esibiti anziani soli, circondati da astronauti alieni, intabarrati da capo a piedi in bianco e plexiglass. Poi, file di bare, con dentro forse proprio quei vecchi, e file di camion militari carichi di bare, senza un cane al seguito. Morti soli, credutisi abbandonati. Come Stefano Cucchi in carcere, morente, quando, anche lì, non fecero entrare i genitori. Morti di polmonite, infarto, ischemia, crepacuore. Ma senza autopsia, vietata dal ministro della “Salute”. Così il killer diventava il Covid. Non poteva che essere Covid.

Morti come le mosche perchè dalle autorità assembrati (la cosa che a noi, sanissimi e immuni, vietano) nelle case di cura e riposo. E perchè, non potendo curarsi per il cancro, o per i guai cardiocircolatori, o il diabete, tutto questo era sospeso causa virus influenzale. E anche perchè se non ti muovi all’aria aperta, nella natura, sotto il sole che ti fornisce la vitale vitamina D, se non incontri gli amici, tu vecchietto/a, già fragile e con qualche acciacco serio, col vaccino del panico sparatoti per mesi, giorno dopo giorno, prima notiziona sempre, da ogni giornale o schermo, vai in depressione, in immunodeficienza. E muori.

Pedofilia, brutta cosa. Proviamo con la pedofobia.


Ora è il turno dei bambini e dei ragazzi. Come quel cavallo col suo puledro, sono viventi che si aspettano corse, campi, compagnia, giochi, tenerezze. Hanno sentito parlare di una cosa bruttissima, la pedofilia. E stanno in guardia. Sono capitati in un mondo dove di pedofili ne troveranno pochi, ma dove la loro vita è regolata da pedofobi. Ma non stanno in guardia, perchè gli è stato istillato, in casa, dalla tv, a scuola, che questa pedofobia, fatta di mascherine, distanze, paura del compagno, senza giochi, senza canti, senza comitive e bande, senza faccia del maestro e con mille divieti, è per il loro bene. I loro arti, come quelli del puledro, chiederanno al cielo di farli muovere, correre, saltare. Il cielo non potrà rispondere. La loro mente, la loro socialità, la loro salute psicofisica finirà con l’assomigliare al corpo dilaniato di quel cavallo. E’ assurdo che quell’immagine, di Magonza, mi sia tornata negli occhi?

Ricordate un inverno senza raffreddore, tosse, moccio, gola irritata, due linee di febbre? Non scampate, ci sono vari ordini di angeli custodi. Niente cherubini o serafini. L’insegnante, senza espressione dietro il bavaglio, la preside, il carabiniere in aula, il medico di istituto, il medico generale e l’ASL al telefono, i genitori accorsi, magari l’ambulanza, la prigionia per almeno due settimane. Per te, per tutti i compagni, il professore, i famigliari, quelli sull’autobus e “chi hai incontrato? Con chi sei venuto? Dove hai preso il cornetto? Cosa hai toccato?”

Non si ammazzano così anche i ragazzi?


Il moccio, fallo sgocciolare nella mascherina. Succede a tutti. Non serve la mascherina, forse, a raccattare e far prosperare tutti i germi che ti arrivano da dentro e da fuori e che, cresciuti e rafforzati in quel calduccio umido, te li aspiri tutti quanti, compresa l’anidride carbonica emessa e che rientrando ti intossica e che dovrebbe servire agli alberi? Piuttosto di tossire, sòffocati, nasconditi sotto il monobanco. Inutile, è troppo piccolo, fatto a misura di tablet. Figurati un libro e un quaderno! Sei in arresto. E dopo ai domiciliari.

Eri di quelli che rischierebbero, una volta cresciuti, di combinare un altro ‘48, o ‘68, o quello che di sconveniente e dirompente esplode periodicamente tra i giovani scontenti dell’andazzo dei grandi. I grandi antropofagi e pedofobi delle guerre, della povertà, dei trucchi per fregarti, del pianeta scassato, del tuo voto che è come un pallonncino che vola nell’aria e sparisce. E finisce in mare a strangolare pesci, insieme agli 11 milioni al giorno di mascherine di plastica che, dal premuroso Arcuri, transitati sulla tua faccia, continuano a uccidere anche lì.


Cari ragazzi, a noi un voto in parlamento ha appena risparmiato l’occasione di dare soddisfazione allo sgovernatore del Lazio, quello dalla faccia inteligente. Ci voleva prendere al laccio con un bel vaccino antinfluenzale obbligatorio per gli “over 60’ Un vaccino che avrebbe dovuto bloccare l’influenza, ma forse anche il Covid-19, o solo questo. Insomma, un casino della madonna. Che, in un modo o nell’altro, ti avrebbe dichiarato “positivo”, cioè contagiato e contagioso. Malatissimo. Una fetecchia. La paura cala perchè mancano malati e morti? Facile, tamponi per tutti. Sbagliano al 60% almeno, ma qualcosa verrà fuori. Anche se, di solito, solo un frammento morto di virus antico, in viaggio con te, sanissimo, dall’ultimo raffreddore.

Il fratello scarso di Montalbano non ci ha presi, per ora. Ma state attenti. Il vostro turno non è ancora passato.

Un contributo

Buon pomeriggio, ti scrivo perché hai pubblicato la notizia sulla scuola di Manerbio. Mio figlio frequenta quell’istituto, ed una mia cara amica ha la figlia proprio nella classe oggetto della vicenda descritta dal servizio televisivo. I fatti si sono svolti nel seguente modo. I bambini dopo l'orario di uscita sono stati trattenuti in aula, seduti al banco, mentre i genitori erano fuori ad attendere senza avere notizie per un'ora buona. 
Dopo circa un ora e mezza arrivano i medici di Ats in tenuta NBC, tipo scienziati che vanno a prelevare ET da casa, e dicono ai bambini che verranno sottoposti al tampone (questo prima di ricongiungersi coi genitori). 
Successivamente i genitori sono stati fatti entrare nel cortile della scuola e hanno fatto uscire i bambini uno per volta partendo da quelli più agitati (!!!!) e poi in ordine alfabetico. Qui si sono riuniti coi genitori e hanno fatto tutti il tampone, alcuni hanno anche dovuto essere immobilizzati. Molti bambini scossi, il pomeriggio piangevano. Quarantena comunque di due settimane per tutti. 
I genitori hanno firmato il consenso informato per eseguire il tampone, ma se non lo avessero fatto sarebbero probabilmente sarebbero stati segnalati come se avessero violato la quarantena. 
Specifico che la bambina dalla quale è partito l’iter di segnalazione all’ATS non aveva febbre a scuola. È stata la madre, che è risultata positiva dopo uno screening sul lavoro, ad allertare la scuola che a sua volta ha allertato ATS Brescia.”

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