L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 settembre 2020

NoTav - Il privato si intasca i profitti poi arriva Telt che con i soldi pubblici sanifica i terreni coperti da una montagna di amianto/detriti. Repetita Iuvent


post — 10 Novembre 2019 at 12:22


Avevamo già parlato nei giorni scorsi dell’ultimo scandalo amianto a Salbertrand, un fatto noto da decenni e angelicamente scoperto anche da La Stampa in tempi recenti. Il problema, ennesimo bastone tra le ruote della sgangherata macchina della nuova Torino-Lione, è che il terreno dove dovrebbe sorgere la fabbrica dei conci per il tunnel di base è già pieno di amianto, frutto di un precedente scavo e interrato alla bene e meglio (per di più in una zona a costante rischio inondazioni). L’area non è mai stata bonificata nonostante le ingiunzioni della magistratura e le promesse del proprietario dei detriti e concessionario dei terreni, uno dei tanti paladini della Crescita e del Progresso che si sono attaccati a quel carro della cuccagna chiamato nuova Torino-Lione, la Itinera spa. L’area è stata ormai posta sotto sequestro dalla Guardia di finanza configurando uno scandalo ambientale di una gravità inaudita nonché una figura di palta di proporzioni monumentali per i signori del TAV e i belanti giornalisti al loro seguito.

Ma con questi impuniti, lo sappiamo bene, al danno si aggiunge sempre la proverbiale beffa. Il sito di Salbertrand costituisce un nodo fondamentale per la realizzazione del progetto TAV e dopo le attenzioni giornalistiche dei giorni scorsi negli uffici di TELT, dove si vocifera di una crisi di nervi tra i dirigenti, si è presa la risoluzione di correre ai ripari. “La bomba va disinnescata” fanno sapere dal quartiere generale sitav. La soluzione individuata ha dell’incredibile: sarà TELT ad accollarsi i costi della maxi-bonifica dei terreni. Tradotto, prosaicamente, in soldoni, significa che saranno i pubblici denari che andranno a coprire un privato abuso ambientale, coscientemente portato avanti per anni da un’azienda che solo l’anno scorso ha fatturato 632 milioni di euro, a sua volta partecipata del gruppo Gavio, uno dei consorzi di costruttori più grandi d’Europa, il cui giro di affari è di diversi miliardi di euro l’anno tutto a beneficio dei suoi azionisti e che, ciliegina sulla torta, ha già intascato fior fior di commesse… per la realizzazione di alcuni lavoratori preparatori del cantiere del TAV.

Insomma, i cantieri non sono neanche partiti che già cominciano non solo i ritardi ma anche gli extra-costi. Ci chiediamo, ma dove sono ora i Chiamparino, i Fassino, i Salvini e tutto il resto della banda di cialtroni del sì al tav che spergiuravano che non si sarebbe pagato un euro in più di quanto preventivato?

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