L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 settembre 2020

NoTav - Telt e Regione incapaci perfino di programmare lo smaltimento dei rifiuti, IMPROVISANO. La procura deve sempre far sapere le responsabilità della discarica a Salbertrand

TAV, Torino-Lione: inaccettabile il comportamento di Telt e Regione, la variante sia sottoposta a VIA

09.09.2020 - Redazione Italia

(Foto di archivio Pressenza)

Le amministrazioni comunali dell’Unione Montana Valle Susa ritengono istituzionalmente inaccettabile il comportamento tenuto da Tunnel Euralpin Lyon Turin (TELT) e dalla Regione Piemonte, come appreso dalle recenti dichiarazioni pubbliche in merito all’ipotesi di nuova variante del progetto Torino Lione.

Apprendiamo infatti dai mezzi di informazione che TELT starebbe predisponendo un’ennesima variante progettuale inerente lo scarico a Susa di milioni di tonnellate di materiale di scavo del tunnel di base, con relativo stoccaggio, selezione, lavorazione e smaltimento. Questo comporterebbe un imprevisto e pesantissimo coinvolgimento dell’intero territorio della Bassa Valle, con notevoli impatti ambientali, sanitari ed economici al momento completamente indefiniti. La variante è causata da una sottovalutazione progettuale di TELT, che non ha tenuto conto dell’indisponibilità dell’area attualmente destinata a tale funzione a Salbertrand.

Regione e TELT hanno iniziato a discutere questa ipotesi senza il minino coinvolgimento degli enti locali di questo territorio. Le informazioni e i dati tecnici sarebbero contenuti (da quanto apprendiamo) in documenti sui quali sarebbe apposta la dicitura “riservato”, modalità del tutto inconcepibile per una società a intero capitale pubblico come TELT e per un ente territoriale come Regione Piemonte, istituzionalmente tenuto al confronto con il territorio. Inoltre la Regione Piemonte afferma “Da parte nostra non prevediamo intoppi” (La Stampa, 5 settembre 2020), prima ancora di aver assolto ai suoi obblighi di informazione dei comuni coinvolti.

Questa modalità di conduzione del progetto è irrispettosa e irricevibile. Regione Piemonte renda immediatamente pubblici tutti i documenti inerenti la nuova variante progettuale e avvii la corretta procedura autorizzativa mediante Valutazione di Impatto Ambientale con il dovuto coinvolgimento di tutti i territori e i soggetti interessati. Le amministrazioni comunali dell’Unione Montana Valle Susa non accetteranno alcuna scorciatoia o valutazione sbrigativa.

A differenza di quanto erroneamente dichiarato, ad oggi TELT non ha titolo a procedere su questa nuova ipotesi. Qualsiasi operazione a Susa deve preventivamente essere autorizzata dal CIPE, in quanto non è ricompresa nei 2 lotti costruttivi (di 5 totali) attualmente finanziati.

L’attuale tentativo di variante rende inoltre improbabile il rispetto del cronoprogramma dei finanziamenti europei. Questo non giustifica l’atteggiamento finora tenuto nei confronti delle amministrazioni locali. TELT ha il dovere di informare con la massima urgenza i Sindaci e l’Unione Montana, in quanto legittima rappresentanza del territorio, in merito al reale stato del progetto e alle intenzioni effettive sui potenziali cantieri che potrebbero impattare in Valle di Susa.

Movimento No TAV

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