L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 settembre 2020

Racconti di mezza estate - 3 - e le scuole riapriranno senza problemi in Cina mentre nel resto del mondo sono diventate prigioniere della loro stessa propaganda basata su fake news

Curiosità sulla Cina

2 settembre 2020

Dopo i quotidiani aggiornamenti da parte di tutti i media sul numero di casi, sui nuovi contagi, sull’emergenza e su tutte le persone che sono morte per il terribile virus, purtroppo, mi trovo costretto a diffondere anche io una notizia tremenda. Si tratta di un numero davvero gigantesco. Tenetevi forte e, prima di leggere, prendete un sorso d’acqua, meglio se “acqua-vite”.

Si tratta di un numero pazzesco…rullo di tamburi…: un miliardo e quattrocento milioni! 1.400.000.000.

Proprio così. Avete letto bene! Un miliardo e quattrocento milioni di cinesi che sono ancora vivi. Vivi e vegeti. Dovevano morire tutti, ricordate Wuhan? Dove ci hanno raccontato che è iniziato tutto? Il più virulento di tutti i focolai! Ebbene: sono tutti vivi e vi dirò di più: ci stanno facendo un culo così!

Avevo avuto il presentimento, come un sospetto che da subito, già dai primi giorni di emergenza pandemica (tra l’altro mai dichiarata per iscritto dall’OMS sul suo sito ufficiale alla voce “statements”) la Cina stesse giocando una sorta di tiro mancino al resto del mondo. Unendo i pezzi del puzzle, alla luce anche di quanto ho scritto nelle mie newsletter IL VIRUS GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO https://andreacecchi.substack.com/p/il-virus-giusto-al-momento-giusto e È TUTTO COLLEGATO https://andreacecchi.substack.com/p/-tutto-collegato, c’è la possibilità che le esercitazioni dell’ EVENT 201 dell’ottobre 2019 fossero servite per preparare il palcoscenico, come prove generali, per una messa in scena globale che doveva servire a congelare l’economia e salvare le banche occidentali, ripeto, le banche occidentali, dalla catastrofe di fallimenti a catena determinata dalle Margin Call sui REPO, così come aveva messo in guardia la Banca Regolamenti Internazionali, lanciando l’allarme il mese prima, a settembre 2019.

La Cina, l’unica nazione al mondo la cui economia, guarda caso, correva al galoppo su cifre largamente maggiori delle economie occidentali, si è fatta carico di prendersi la colpa del contagio con la storia del pipistrello assassino che tutti conosciamo. Intorno febbraio-marzo 2020, ho avuto la sensazione che la Cina ci stesse facendo il vecchio “trucco della merda” e scrissi così ad un mio caro amico, ricordando un episodio che mi è successo personalmente ed usandolo come esempio . Ecco il racconto del TRUCCO DELLA MERDA:

"Oggi, dopo aver visto un video che mostrava la brutale repressione attuata in Cina nel gestire le zone contagiate e dopo la testimonianza di una proprietaria di ristoranti cinesi in Toscana, mi è balenata in mente, come un flash questa ipotesi: e se si trattasse del vecchio trucco della merda? Mi spiego. Tanti anni fa, in gioventù, al campeggio, mi accorsi di essere stato vittima di uno scherzo. Alcuni altri ragazzi con cui si passava l'estate al mare mi avevano messo del lassativo di nascosto in una bibita per poi ridere di me. Fortunatamente avevo preso solo un sorsetto perché il sapore era diverso. Quindi non mi fece nessun effetto. Ma, accortomi del complotto dal prematuro ghignare della combriccola e insospettito dal sapore strano della bibita, ho intuito la trama ordita contro di me. Invece di uscire subito allo scoperto con insulti e arrabbiatura, e far emergere la colpevolezza dei congiurati, scelsi di agire così: con una scusa, mi alzai e andai al bar del Camping, non lontano dal tavolo al quale eravamo seduti a giocare a briscola e comprai della cioccolata che furtivamente lasciai sciogliere nel pugno chiuso della mano. Non ci volle molto a sciogliersi, visto che era agosto. Al momento opportuno, iniziai il contrattacco. Fingendo dolori alla pancia, iniziai a dire di avere gli strizzoni della diarrea. Inizialmente i ragazzi erano in visibilio, sicuri che lo scherzo nei miei confronti avesse funzionato con successo e ridevano e ghignavano più che mai. Io continuai la recita. Con un'espressione credibilissima, dissi poi di essermi cacato addosso e, inserendo il pugno con la cioccolata nei pantaloni dietro la schiena, tirai fuori la finta merda che però, data l'eccezionale operazione di credibilità messa in atto, venne da tutti riconosciuta come essere merda vera! Con la mano imbrattata mi sono messo a cercare di spalmare il marrone sugli altri ragazzi che, a quel punto non ridevano più, ma scappavano spaventati. Ecco. I cinesi hanno fatto qualcosa del genere. Potrebbe essere che a Gennaio a Davos, accordatisi tutti i partecipanti di andare in scena con il protocollo globale del virus gia pianificato dall’Evento 201 di ottobre, fosse data per scontata la partecipazione sincera anche della Cina all’agenda globale di chiusure, lockdown eccetera, e facendo accettare anche a loro le conseguenze di un economia congelata con i lockdown per frenare la galoppante economia cinese, troppo positivamente sbilanciata in meglio rispetto alle asfittiche economie di Europa e Americana. La Cina ha fatto finta di abboccare e di partecipare, per poi preparare l'astuta contromossa e far rimbalzare l'offesa verso coloro che si erano illusi di fregarli. I cinesi hanno subito agito mostrando al mondo intero filmati, videoclip e notizie di estrema coerenza con quello di cui dovevano ammettere di essere contagiati. Come i finti strizzoni di quando al campeggio recitavo la parte del purgato dai lassativi, i cinesi hanno recitato perfettamente la parte degli appestati e il mondo ci ha creduto. Tutto il mondo ci ha creduto talmente tanto che adesso la mano merdosa del contro scherzo rincorre tutti noi. E tutti scappano impauriti. Intanto la Cina comunica di essere uscita da questa situazione e mentre le economie occidentali crollano, l’economia cinese non solo ha già recuperato tutto, ma è già in grande rialzo.

Ad agosto 2020 l’economia cinese ha segnato la crescita più massiccia degli ultimi dieci anni. I ristoranti, gli aeroporti e le metropolitane sono in piena attività e le scuole riapriranno senza problemi https://www.corriere.it/scuola/primaria/20_settembre_01/ritorno-classe-wuhan-si-riparte-senza-obbligo-mascherina-ac9d9d66-ec38-11ea-a43c-ac43602f1ffa.shtml

La valuta cinese, lo Yuan, si è rafforzata grazie anche all’impossibilità del mondo occidentale di imporre le tariffe sui prodotti cinesi, dei quali non possiamo più fare a meno. La Cina sta dimostrando di non aver più bisogno dell’Occidente. Non ha bisogno di nessuno! Il mercato interno basta e avanza. Mentre tutti abbiamo bisogno della Cina. Non solo si è smarcata dal giochetto del virus con la facilità con cui si toglie la forfora dal colletto della giacca con le dita della mano, ma ha lanciato il chiaro segnale di essere ormai pronta per diventare la più grande economia del mondo, preparandosi a scaricare gli USA. I cinesi viaggiano prevalentemente in Cina. Il turismo interno mantiene i soldi dentro l’economia della nazione. La crisi di Hong Kong è stata risolta. Hong Kong è la capitale finanziaria di tutta l’Asia. Passando totalmente sotto il controllo del Politburo, un altro tassello è andato al suo posto. In Cina il Business è Business, non si scherza, e non si perde tempo con le mille fantasie pseudo intellettuali che piagano l’occidente. Non hanno bisogno di importare nessun manufatto perché costruiscono tutto, e per le materie prime: hanno già mezza Africa.

Se vedono che alla gente piace il sushi, fanno il sushi, che gliene frega se non è cinese. “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che si vende” !

Ciò non avviene dal giorno alla notte, ma è un processo iniziato molto tempo fa che è stato incoraggiato da certe correnti di potere interne all’Occidente stesso. Non dimentichiamoci che la Cina è stata fatta entrare nel WTO nel dicembre del 2001 (quando l'11 settembre del 2001 due aerei fanno crollare tre torri), sotto l’amministrazione Bush. Le macerie del WTC erano ancora calde a New York. Nel 2008, Rothschild e la Banca Centrale Cinese iniziano a collaborare apertamente: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/20/bank-of-china-entra-in-rothschild-de.html

Interessante anche seguire la pista degli oligarchi cinesi. Degna di attenzione è la storia di Wu Xiaohui. Il signor Xiaoui è stato al vertice del colosso assicurativo Anbang Insurance Group of China che è poi stato commissariato nel 2018 per irregolarità e frodi. Grazie al suo acume e alla sua dinamicità negli investimenti, Wu Xiaohui è stato spesso paragonato al noto investitore di Omaha Warren E. Buffett. Tanto per capire di chi stiamo parlando, l’Anbang è il gruppo che ha comprato a suo tempo il famosissimo Waldorf Astoria nel 2014 e che poi ha presentato l’offerta per il gruppo Starwood Hotels. Come quasi sempre accade in Cina, anche Mr. Wu proviene da una potente dinastia familiare, infatti è sposato con la nipote di Deng Xiaoping, il leader cinese dal 1978 al 1992. Tra i membri che erano al vertice dell’Anbang Insurance Group troviamo anche Levin Zhu. Si tratta di uno dei direttori maggiormente influenti dell’azienda. Levin Zhu è figlio di un ex premier cinese e discendente di Zhu Enlai, figura prominente del partito comunista cinese collegato alla finanza ebraica americana grazie alle relazioni molto strette che aveva con la Rittenberg and Associates e forse è proprio da qui che viene fuori il nome poco cinese ” Levin” dell’ex direttore dell’Anbang che adesso siede al vertice della China International Capital Corporation, una fortissima banca specializzata in operazioni di M.&A. Niente di nuovo quindi. Vecchie alleanze, nuovi soggetti.

Mentre in America si combatte la guerra civile tra bianchi e neri e tra Wall Street e Main Street, chi ne esce vincitore? Mentre bianchi e neri si scannano fomentati dai media sulla differenza razziale, i cinesi prosperano senza che nessuno li noti. Come in un documentario che ho visto sul pesce persico. Mentre i due maschi combattevano per la femmina, un terzo maschio, più furbo, con un guizzo fulmineo esce da dietro le frasche e getta il suo seme sulle uova facendo fessi i due belligeranti idioti. Così, mentre il simbolo del capitalismo ovvero Wall Street genera ricchezza stratosferica per il ceto ultraricco, Main Street, ovvero il sinonimo dei piccoli imprenditori e negozianti, è allo stremo. Chi vince anche qui è sempre una “street” ma stavolta non in America. Wangfujing street.

Una strada che probabilmente non avete mai sentito nominare, ma che è la principale via dello shopping di Pechino (Beijing) ed è piena di aziende americane quotate proprio a Wall Street. È affollata di turisti e di ricchi Chuppies, ovvero Chinese Yuppies, i nuovi ricchi cinesi. E questo avviene sette giorni su sette. E’ un boulevard commerciale vecchio di 700 anni, proprio nella zona della Città Proibita. Ha due grandiosi centri commerciali, molti grandi magazzini, e centinaia di negozi tra cui decine di negozi occidentali. Facciamo insieme una passeggiata. Ho bisogno di prelevare dei contanti, e così mi dirigo verso la China Construction Bank (CICHY), che è la seconda banca più grande al mondo. Se la fila agli sportelli è un indicatore di salute e di attività commerciale, allora la banca China Construction Bank è molto sana. Adesso ho bisogno di un buon caffè e così mi dirigo verso Starbucks (SBUX). Questi negozi si trovano in tutta la Cina. Entro dentro lo Starbucks di Wangfujing, ma non c’è un posto a sedere. E questo a tutte le ore del giorno. Starbucks è diventato uno dei posti più popolari tra i giovani cinesi, specialmente per le coppiette. Anche se Sturbucks è in difficoltà negli USA a causa del Coronavirus, il suo business è in totale boom per quanto riguarda la Cina, infatti, i dati dell’ultimo quadrimestre segnalano una crescita a due cifre. Proseguiamo adesso per la prossima destinazione. A Pechino si dice che una visita alla città non è completa se non si è visitata la Grande Muraglia e cenato a base di anatra alla pechinese. Ma non ho tempo per sedermi e così vado a prendermi qualcosa al Kentucky Fried Chicken. Il ristorante è pieno zeppo di gente che ordina il Beijing Twister, ovvero una specie di pollo arrotolato servito con cipolle e salsa hoisin, proprio come fosse anatra alla pechinese. E cosa indossano le persone che passeggiano sulla Wangfujing? Nike (NKE). Il simbolo della Nike detto swoosh è visibile in tutta la Cina. E il negozio della Nike sulla Wangfujing è uno dei più forti al mondo. Le Nike sono molto di moda in Cina ed è impressionante vedere il numero di cinesi che le indossano. Parlando di moda non si può non notare la quantità di borse di Luis Vuitton (LVMUY) a giro sotto il braccio delle signore cinesi. Forse alcune di esse sono contraffatte, ma, osservando con attenzione, giurerei che almeno una su quattro è autentica. Subito dopo, la marca più diffusa è la Coach (COH). La crescita economica porta sicuramente grossi cambiamenti, alcuni positivi, altri negativi. Una cosa molto irritante è vedere che tutti i cinesi sono attaccati continuamente ai loro smartphone e se non si sta attenti, ti camminano addosso. Per la stragrande maggioranza, gli smartphone più diffusi sono gli IPhones della Apple (AAPL). Pechino in Agosto è molto calda e umida, così rientro dentro il mio Hotel Marriott (MAR) dove posso refrigerarmi con l’aria condizionata. Marriott ha in programma di aprire in Cina, un nuovo hotel al mese per i prossimi tre anni e sta beneficiando della crescita esponenziale del turismo di tipo business di chi si muove per affari. Un brand di hotel puramente cinese è invece Home Inns & hotels Management (HMIN). Le donne cinesi sono diventate grasse. Infatti, le persone cinesi, sono molto più grasse adesso rispetto a anni fa. Ma questo è quello che succede se uno si ingozza di McDonald’s (MCD), patate fritte, e si trangugia bibite gassate zuccherine come la Coca Cola (KO). La vita a Pechino sarebbe molto piacevole se non fosse per il fatto si sviluppa inevitabilmente una fastidiosa tosse stizzosa dovuta all’inquinamento atmosferico. Questa è infatti una piaga dilagante di cui il governo cinese dovrà occuparsi per contrastare serie conseguenze sulla salute della cittadinanza. Le mascherine sono sempre state indossate anche prima del Covid a causa di questo problema. Chi sarà incaricato di ripulire l’inquinamento cinese farà una montagna di soldi. Una di queste società potrebbe essere Fuel Tech (FTEK), che sta lavorando per espandere la tecnologia relativa al trattamento delle scorie prodotte dalle centrali termiche alimentate a carbone fossile. Alla fine della lunga giornata, se viene voglia di farsi un cocktail ciò è possibile dentro uno dei lussuosi bar della Wangfujing. I posti sono tappezzati con il marchio Johnnie Walker Red che è il liquore d’importazione più venduto in Cina. Diageo (DEO), la casa che fa il Johnnie Walker, ha visto le sue vendite salire del 50% durante gli scorsi cinque anni, e questo soprattutto grazie alle enormi vendite sui mercati asiatici.

Questi sono solo alcuni esempi sulla parte economica cinese relativa ai consumi domestici e ai legami con le multinazionali americane quotate in borsa a Wall Street (la sigla tra parentesi le indentifica sui listini) che sembrano non interessarsi più soltanto ai vecchi mercati, trasferendosi dalla parte dei probabilissimi vincitori della prossima era economica.

Considerando tutto questo, è innegabile che la Cina sia molto probabilmente destinata a diventare la principale potenza economica mondiale. Ai cinesi non interessano razze, culture, abitudini e moralismi. A loro interessa vincere e dominare.

Preso atto di tutto ciò, chiudo con un vocabolo che credo sia opportuno sbrigarsi ad imparare, perché potrebbe tornare molto utile a tutti noi, tra poco tempo e che è anche il titolo di questa nuova mia ultima, spero gradevole newsletter.

“ Come si dice sissignore in cinese”? Shì de xiānshēng ! Non è facile da pronunciare, ma avremo occasione di fare pratica.

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