L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 settembre 2020

Radicali servi sciocchi

Un libro da bruciare – Danilo Quinto –

Maurizio Blondet 9 Settembre 2020 

Cari amici,

Un’affezionata lettrice mi ha raccontato la reazione di un sacerdote al quale aveva regalato l’ultimo mio libro, “Maria e il serpente”: “E’ da buttare via”, ha detto il sacerdote.

Non mi meraviglia, questa reazione. I nazisti bruciavano i libri. Ora, c’è chi nel mondo cattolico suggerisce di “buttarli via”, se contengono critiche ad una gerarchia ecclesiastica che si dimostra prona ad eseguire gli ordini del potere civile – come la “vicenda” Covid ha ampiamente dimostrato, con l’uso delle mascherine, dei fazzolettini, dei guanti, dell’amuchina sull’altare e del sacrilegio della comunione data sulla mano – e che fa, purtroppo, un uso improprio del Magistero, dicendo cose e compiendo gesti opposti a quelli che ha detto ed ha compiuto Nostro Signore Gesù Cristo.

Nonostante questo tipo di reazioni, tenterò di proseguire la mia strada di umile testimone della Verità, sia rispetto a questa Chiesa Nuova, sia rispetto a questo potere civile e politico, alle sue contraddizioni ed alle sue arbitrarietà. Senza avere timore di alcun uomo, ma solo di Dio, come deve fare un buon cristiano.

Con questa convinzione e questa serenità, mi accingo ad essere presente, il 10 settembre, alle ore 11.00, davanti alla Corte d’Appello di Roma. Dovrò rispondere del reato di diffamazione per aver usato nel mio primo libro l’espressione “servo sciocco” rivolta a un deputato radicale. In primo grado ho ricevuto una condanna a 6 mesi, oltre ad un’ammenda di 2mila euro e al pagamento delle spese processuali.

Vi chiedo di pregare per me, di diffondere questa notizia e, se volete esprimere la Vostra solidarietà, di acquistare il mio ultimo libro, “Maria e il serpente” o, se l’avete gia’ fatto, di regalarlo ad un Vostro amico.

Se mi scrivete il Vostro indirizzo, lo spedirò a casa. La donazione e’ di 18 euro.
Si puo’ effettuare con:

– PAYPAL, al link PayPal.Me;
– BONIFICO su carta POSTEPAY intestata Pasquale Quinto
IBAN IT 54 Y 36081 0513820 1764601769;
– RICARICA da un tabaccaio o alle poste su carta POSTEPAY intestata Pasquale Quinto numero 5333 1710 7086 6807.codice fiscale QNTPQL56B10A662I

Un caro saluto,
Danilo Quinto


Il processo d’appello per “servo sciocco” (termini che usai tra virgolette e in corsivo nei confronti di un ex deputato radicale nel mio primo libro, “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, che mi sono costati una condanna in primo grado a 6 mesi di reclusione + 2.000 euro di ammenda ed il pagamento delle spese processuali), rinviato per l’emergenza Covid, si terrà a Roma il prossimo 10 settembre.
E’ l’ultimo (?) atto di una persecuzione che subisco da 17 anni, da quando nel 2003 è iniziata la mia conversione, che subito dopo è diventata testimonianza pubblica della mia fede.

Ho pudore a parlare della “mia persecuzione”. E’ niente, se messa a confronto con quella dei martiri, che hanno versato e versano il sangue per Cristo, con quella di coloro che soffrono perchè non possono manifestare la loro fede, con quella dei sacerdoti e dei laici che vogliono rimanere fedeli al Verbo che si è fatto Carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi e che sono costretti a vivere l’angoscia di una situazione senza precedenti in cui si trova la gerarchia ecclesiastica, che sembra faccia tutto per potersi allontanare da Dio.

Ho pudore, ma penso – in coscienza – che di persecuzione si tratti. Sono stato perseguitato dai miei nemici, per i quali non nutro rancore, ma anche da coloro che potevano essere miei amici. Una buona parte del mondo cattolico ha mostrato e mostra – è inutile negarlo – un vero e proprio ostracismo nei miei confronti. Compreno le loro ragioni, ma mi ispiace profondamente. Non mi ergo a giudice di nessuno, ma non ho dubbi che si nutra fastidio a misurarsi con chi vive nella Libertà e nella Verità, con chi – come me – non ha nessuna appartenenza terrena, non è iscritto ad alcuna associazione, non gode di alcuna protezione e desidera stare solo con Dio, con umiltà, perchè sa che stare dalla parte di Dio significa essere in maggioranza.

Stare con Dio significa – per me – abbandonarsi alla Sua volontà, accettare tutte le prove a cui mi sottopone ed offrirLe per la Sua maggior Gloria. E’ il percorso terreno del cristiano, che gode il privilegio della certezza della vita eterna e che si abitua – piano, piano – a diventare, agli occhi del mondo, sempre più piccolo, per varcare la “porta stretta”, inginocchiato davanti a quella Croce, su cui il Figlio di Dio si è fatto Vittima per la salvezza dei Suoi amici.

A chi vuole manifestare solidarietà nei miei confronti, chiedo di pregare e – se vuole – di acquistare I miei libri. In particolare l’ultimo, “Maria e il serpente”. A questa email, pasqualedanilo.quinto@gmail.com, potete scrivere il Vostro indirizzo. Ve lo spedirò a casa.

La donazione di 18 euro può essere fatta con queste modalità:

– PAYPAL a questo link PayPal.Me/PQUINTO1

– Bonifico sul CONTO POSTEPAY intestato Pasquale Quinto

IBAN IT 54 Y 36081 0513820 1764601769

– Ricarica POSTEPAY in posta o al tabaccaio, intestata Pasquale Quinto

Numero carta 5333 1710 7086 6807

Io non mollerò, ma agli amici dico: datemi una mano.

Un caro saluto, Danilo Quinto

Nessun commento:

Posta un commento