L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 28 settembre 2020

Rinunciare volontariamente alla propria cultura identità tradizioni

24 SEPTEMBER 2020



Sottomissione. Submission. E la sottomissione culturale ci arriva pure per legge. La vergogna nazionale è stata appena servita alla Camera. "Il parlamento , con un voto antinazionale, rinuncia al patrimonio artistico e culturale dell’Italia. Solo con un governo Pd-Cinque stelle si poteva concludere la resa dell’identità all’Islam e chissà perché neppure ce ne meravigliamo più. La Camera, dopo il Senato, ha approvato la «Convenzione di Faro». In pratica, siamo pronti a cancellare ogni traccia di identità e tradizione per non disturbare lo sguardo altrui". ( fonte: Il Tempo ) . 

Convenzione di Faro? Curioso nome portatore di luce per un'iniziativa parlamentare invero portatrice di tenebre e di oscurantismo. 

Non sono lontani i tempi in cui Franceschini nel governo Renzi (allora come oggi ministro dei Beni Culturali) portava a spasso il premier iraniano Rouhani tra le statue capitoline che coprivano le pudenda per non creare turbamento ai turbanti in visita nel nostro paese . "L’atto approvato dal Parlamento arriva a censurare la nostra arte se altri se ne sentono offesi. I monumenti in Italia ci pensa il Parlamento ad abbatterli. Onorevoli black matters... Chissà se mentre la maggioranza votava l’abominio, qualcuno dei suoi deputati rifletteva su quello che stava facendo in danno della Nazione italiana". (fonte cit.). 

Siamo ormai giunti a sopportare la polizia culturale ed anti-artistica, come avviene nei peggior regimi dittatoriali e nessuno se ne scandalizza e se ne indigna più. Finestra di Overton dopo finestra di Overton siamo giunti all'assuefazione e al capolinea. 
È questo uno dei provvedimenti previsti dalla discussa convenzione di Faro, approvata ufficialmente ieri dalla Camera dei deputati con i 237 voti favorevoli della maggioranza giallorossa Pd-M5s , 119 contrari e 57 astenuti. 
E chi sarebbero questi astenuti? Qualcuno è in grado di fare tanto di nomi e cognomi? Non ci si astiene su principi non negoziabili come questi. Tanto più che sommati ai contrari, avrebbero fatto la bella cifretta di 276 e battuto sonoramente gli "Onorevoli Black Lives Matter" della maggioranza. 
Poi anche se la schiacciante legge sui numeri dovesse aver la meglio, si alzano le barricate, si prendono iniziative al di fuori del Parlamento, ci si deve mobilitare - cosa che spero accada quanto prima. Non si possono accettare simili porcherie da un governo che si fa dettare l'Agenda parlamentare dai circoli radicali dem d'Oltreatlantico & affini, creando dei precedenti di destabilizzazione socio-culturale pericolosissimi. Magari con esaltati e fanatici che brandiscono mazze e piccozze per andare ad abbattere e a vandalizzare quanto di Bello e di Sublime è stato edificato nei secoli. 

Franceschini mette il burqa anche ai monumenti 

"Si sancisce all’articolo (16) che “limitazioni all’esercizio del patrimonio culturale” sono necessarie “in una società democratica per il rispetto del diritto altrui”. La Convenzione di Faro arriva a definire procedure di conciliazione per gestire i casi di “offesa monumentalistica”; ovvero, il patrimonio culturale italiano dovrà essere assoggettato ad una sorta di mediazione con la “controparte”. “È il velo dell’estremismo islamista che cala su Occidente ed Europa". 


Così conclude il Tempo, l'unico giornale che non ha usato la langue de bois del politicamente corretto e corrotto. Il PD e il M5S si confermano sempre più degli agenti provocatori di eventuali scontri di civiltà nel nostro Paese. 

S. Pacifico frate (ma qui c'è poco da essere pacifici)

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