L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 settembre 2020

Riscoprire e rilegittimare il ruolo dello Stato in economia.


Martedì 1 settembre 2020 - 17:51
Roma, Fassina: a Frattocchie seconda edizione scuola politica
"Potere e protezione dopo il virus"

Roma, 1 set. (askanews) – Dal 4 al 6 settembre, a Frattocchie, si svolge la seconda edizione della Scuola di formazione politica promossa dalle associazioni Patria e Costituzione e Senso Comune. Ne dà notizia Stefano Fassina in una nota. “Quest’anno, le lezioni avranno come tema centrale “Potere e protezione dopo il virus”. L’epidemia da coronavirus è stato uno shock per ogni livello della società: dalla sanità, all’economia, alle istituzioni politiche. Ma nella nostra analisi, proposta già l’anno scorso, non a caso intitolata “Il ritorno della politica”, la pandemia esplosa in una remota provincia della Cina è stata ‘soltanto’ fattore di intensificazione e accelerazione drammatica del cambio di stagione avvenuto nel biennio 2016-2018″, spiega Fassina. Il lockdown globale “ha imposto un’agenda già sottotraccia e ha fatto saltare le coordinate della politica economica degli ultimi decenni – sottolinea Fassina -. Ha costretto la classe dirigente a riscoprire e rilegittimare l’intervento dello Stato in economia, seppur il più delle volte solo per puntellare l’ingiusto ordine esistente; ha messo in luce le conseguenze dei tagli al welfare e ha rivelato le profonde ineguaglianze nella nostra società”. Al cuore del passaggio di fase in corso, sostiene Fassina “c’è la questione del potere nell’era del capitalismo digitale, del controllo – privo di accountability – di pochi sugli asset primari, innanzitutto i dati di cittadinanza e le informazioni, prima e piu’ della finanza. Una questione intrecciata, in un rapporto stretto di causa e effetto, alla domanda di protezione, non solo economica, sociale, sanitaria e ambientale, ma identitaria”. Tra i relatori della scuola di quest’anno ci sono: Giulio Sapelli, Giovanni Dosi, Nadia Urbinati, Pasquale Tridico, Nino Cartabellotta, Monica Di Sisto, Massimo D’Antoni, Antonella Stirati, Andrea Orlando, Diego Ciulli, Cesare Salvi, Vladimiro Giacche’, Lucio Baccaro. I lavori potranno essere seguiti in diretta streaming su .radioradicale.it, pag fb Stefano Fassina, Twitter Senso Comune, pag Fb Patria e Costituzione.

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