L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 settembre 2020

Siria - I terroristi mercenari tagliagola esistono ancora e sono usati con razionalità ed efficienza

Siria, Isis risponde all’offensiva SAA-Russia a ovest di Deir Ezzor

31 Agosto 2020 


Isis reagisce all’offensiva dell’esercito siriano (SAA) e della Russia a ovest di Deir Ezzor. Gruppi dello Stato Islamico, provenienti dall’Iraq, attaccano a sorpresa i nemici causando morti e dispersi

La risposta di Isis all’offensiva lanciata dall’esercito siriano (SAA) e dalla Russia ovest di Deir Ezzor non si è fatta attendere. Un gruppo di miliziani dello Stato Islamico, arrivando dall’Iraq, ha attaccato a sorpresa i nemici a ovest di Abu Kamal, uccidendo numerosi soldati. Inoltre, nell’area di Akashat, al confine tra i due paesi, i jihadisti Daesh hanno distrutto una postazione delle milizie popolari locali (PMF). I raid confermano che tra Iraq e Siria è presente una sacca di resistenza IS importante, ben equipaggiata e coordinata. Probabilmente i terroristi si coordinano attraverso i centri di comando mobile, che operano nel deserto di Badia al-Sham e che permettono di effettuare operazioni a distanza dalle roccaforti, rimanendo sempre in movimento per ridurre i rischi di essere individuati.
Gli analisti ritengono che le imboscate siano solo all’inizio. Per Daesh mantenere il controllo del deserto di Badia al-Sham fino a Homs è vitale per la sopravvivenza

Gli analisti, peraltro, ritengono che i raid di Isis contro i soldati di Damasco in Siria siano sono all’inizio. L’operazione del SAA e della Russia, infatti, pur essendo stata un successo ha coinvolto solo una piccola area a ovest di Deir Ezzor. Di conseguenza, le cellule dello Stato Islamico si sono semplicemente spostate nel deserto in altre roccaforti verso Homs. Da qui sono stati coordinati gli attacchi contro i nemico, tutti avvenuti sull’autostrada principale che collega le capitali amministrative delle due province. A loro sostegno, come hanno confermato gli eventi recenti, ci sono anche i gruppi Daesh che operano in Iraq al confine tra i due paesi. Questi intervengono dove necessario e poi ritornano nelle loro basi nella nazione vicina. Per IS, infatti, mantenere il controllo del deserto di Badia al-Sham è vitale per la sopravvivenza. Di conseguenza, i terroristi faranno di tutto per non perderlo.

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