L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 settembre 2020

Sono obbligati a tenerci impegnati nella paura della malattia per nascondere la crisi economica da SOVRAPPRODUZIONE da cui non sanno come uscirne fuori. La Guerra alla Cina, fabbrica del mondo, è parte integrante per cercare di distruggere l'OFFERTA, sarebbe opportuno una bella guerra tradizionale con tanti morti e distruzioni ma è sempre più difficile e comunque grazie alle televisioni devono preparare il terreno per non subire contraccolpi

Coronavirus, cosa succede in Francia e in Spagna: i dati e il confronto con marzo-aprile

11 set 2020 - 10:33

Preoccupano i numeri dei nuovi contagi nei due Paesi: secondo gli ultimi bollettini, entrambi registrano un incremento del numero di casi giornalieri superiore al periodo della prima ondata. Eppure, mettendo a confronto le cifre, si riscontra una netta differenza in termini di decessi e ricoveri in terapia intensiva tra il periodo di marzo-aprile e le prime settimane di settembre. Il trend però è di nuovo in crescita

Sono allarmanti i dati sui nuovi contagi da coronavirus in Francia e Spagna. Entrambi i Paesi, secondo gli ultimi bollettini, registrano un incremento del numero di casi giornalieri superiore al periodo di marzo-aprile. Sono poco meno di 10mila (9.843) i nuovi casi positivi accertati in Francia il 10 settembre, cifre che confermano il trend al rialzo di tutti i parametri epidemici. L’ultimo bollettino del ministero della Sanità spagnola ha segnalato 12.183 nuovi positivi che portano il totale dei contagiati nel Paese dall’inizio della pandemia oltre il mezzo milione: 566.326. Nonostante i numeri molto alti e sicuramente preoccupanti, però, siamo ancora lontani dal collasso o anche solo dal caos per il sovraffollamento della prima ondata negli ospedali francesi e spagnoli. Anche il numero dei decessi giornalieri è decisamente più basso (AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE COVID-19).

Francia, i nuovi contagi e i numeri della prima ondata

In Francia - dove la quarantena è stata ridotta da 14 a 7 giorni - da fine agosto si registrano cinquantamila nuovi positivi ogni settimana, quasi 10.000 soltanto nelle ultime 24 ore. È una cifra mai raggiunta prima: nel periodo di lockdown a marzo-aprile il picco era stato raggiunto il 31 marzo, con 7.578 nuovi casi. L’ultimo record di contagi era invece stato segnalato il 4 settembre, con 8.975. Il Paese è anche alle prese con alcuni focolai a scuola: 32 le scuole e 524 le classi che sono state chiuse per casi di Covid-19 dalla riapertura del 1 settembre. In totale, dall’inizio della pandemia, sono 392.243 i casi registrati.

Sicuramente l’aumento dei contagi ha coinciso con un incremento del numero di tamponi effettuati: il totale è raddoppiato durante l'estate, superando la media settimanale di 800mila. Le autorità hanno però sottolineato che l'aumento non spiega il forte tasso di positività (4,5%). "Dall'inizio di luglio - ha spiegato, secondo quanto riporta Repubblica, un portavoce del ministero della Sanità - il numero di pazienti testati è aumentato di poco più di 2 volte e il numero di nuovi casi di 12 volte”.

La Direzione generale della Sanità francese ha comunicato il decesso di 29 persone nell'ultima giornata (totale a 30.813) mentre i ricoverati per coronavirus negli ospedali sono stati 352 in 24 ore, un numero in calo rispetto agli ultimi due giorni. Nei reparti di rianimazione sono entrati 54 pazienti, anche qui una cifra inferiore rispetto agli ultimi 2 giorni. In totale sono 608. Se si confronta il numero di vittime del periodo marzo-aprile con quello attuale, la differenza è netta: ad aprile, in particolare, si sono registrati picchi fino a 1.438 decessi giornalieri (il 14 aprile). Nelle ultime settimane invece non si è mai superata quota 38 (l’8 settembre). Per quanto riguarda ricoveri e terapie intensive, anche in questo caso i numeri mostrano la differenza con il periodo di lockdown: ad aprile, in particolare, non si era mai scesi sotto i 4mila pazienti in rianimazione, con un picco di 7.004 in data 8 aprile. Nelle ultime settimane quello di ieri - 608 - è stato il numero più alto. La curva è comunque in crescita e, ad esempio, a Marsiglia, i 70 posti della rianimazione sono già pieni.

Più di 12.000 nuovi casi di Covid-19 sono stati accertati l'11 settembre in Spagna, secondo l'ultimo rapporto pubblicato dal Ministero della Salute, una cifra che costituisce un record in questo paese dall'inizio della pandemia. In totale, sono stati registrati 566.326 casi, ovvero 12.183 casi in più rispetto al rapporto pubblicato giovedì 10, "il maggior numero di casi positivi rilevati dall'inizio della pandemia", secondo il quotidiano di Madrid El Pais. Questi nuovi casi non sono stati tutti rilevati nelle ultime 24 ore, le Regioni, competenti in materia sanitaria, impiegano talvolta diversi giorni per inoltrare le informazioni allo Stato centrale. La mortalità rimane, tuttavia, molto più bassa che durante il picco della pandemia, dove erano stati registrati fino a 950 morti nelle 24 ore all'inizio di aprile. L'epidemiologo Fernando Simón, direttore del Centro di Allerta ed Emergenze Sanitarie, ha assicurato che “la seconda ondata si sta stabilizzando”. Confrontando i numeri con marzo-aprile, si rileva che è stato superato a livello di nuovi contagi il numero registrato al culmine della pandemia. A marzo il record di casi venne registrato il 26, con 9.159 nuovi positivi. Cifra che nelle ultime due settimane è già stata superata quattro volte. Anche in questo caso è doveroso ribadire che è decisamente aumentato il numero di tamponi eseguiti: i funzionari spagnoli sostengono che a marzo è stato rilevato solo un caso su 10, mentre ora il tasso di rilevamento potrebbe essere compreso tra il 70 e il 90 per cento. In Spagna poi, come in gran parte del resto del mondo, l’età media dei casi è calata: a fine marzo era 59, oggi è 38. Un dato è sicuramente preoccupante: negli ultimi 14 giorni, il Paese iberico ha registrato 260 infezioni ogni 100.000 abitanti, il doppio del livello in Francia.

L’ultimo bollettino indica 71 nuovi decessi in Spagna, mentre negli ultimi sette giorni sono stati registrati 241 decessi, in totale sono 29.699. In proporzione al numero di contagiati il Paese si colloca tra quelli con il tasso di letalità più basso in Europa, assieme alla Germania. Se confrontati con i numeri di marzo e aprile, anche in questo caso i numeri evidenziano una situazione molto diversa: il 31 marzo si sono registrate 929 vittime, il record negativo. Nelle ultime settimane invece il massimo registrato è stato raggiunto il 4 settembre, con 184 decessi. Negli ultimi giorni preoccupano soprattutto l’aumento dei ricoveri in terapia intensiva. La Comunità di Madrid registra il 17% di camere occupate per coronavirus, mentre la media spagnola è poco sopra il 7%. In numeri assoluti, con 1.107 nuovi ingressi risultano attualmente ricoverati quasi 8.400 pazienti colpiti dal Covid-19, dei quali 1.131 sono in terapia intensiva. Ancora una volta siamo lontani dai numeri della primavera: ad aprile sono arrivati fino a 10mila.

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