L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 settembre 2020

Uno, dieci, cento, mille Gratteri

DailyMail su Gratteri: “Il procuratore brizzolato sfida la più potente organizzazione criminale italiana”

14 Settembre 2020
di Giovanni Bevacqua 


Nicola Gratteri continua a far parlare di sé, arrivando ancora una volta fuori da confini nazionali. Oggi spingendosi oltre Manica. Il DailyMail, infatti, ha realizzato un ampio servizio su “Rinascita Scott”, inchiesta capace di decapitare le cosche del Vibonese portando alla sbarra 452 imputati. La prestigiosa testata britannica racconta del “principale procuratore antimafia italiano” e di come abbiamo trascorso “gli ultimi 30 anni vivendo sotto la stretta protezione della polizia, in quanto obiettivo principale delle famiglie criminali mafiose”. E descrive “Rinascita Scott” come “il più grande procedimento penale antimafia dal processo maxiprocesso contro Cosa nostra a metà degli anni ’80”. “Gratteri spera di mandare più di 450 sospetti membri del clan – scrive il DailyMail – in prigione per appartenenza a una banda criminale che presumibilmente ha costruito le sue fortune e la sua sinistra reputazione su estorsioni, riciclaggio di denaro, rapimenti, traffico di droga e le cosiddette vendette”.

E ritorna sulle origini dell’operazione: “Centinaia di presunti boss, luogotenenti e ‘soldati’ della ‘ndrangheta sono stati arrestati a dicembre in uno dei più grandi raid degli ultimi anni. Il colpo si è esteso fino a Germania, Bulgaria e Svizzera e ha segnato tra gli altri un ex parlamentare e il capo dell’associazione dei sindaci calabresi”.

Non manca poi il riferimento alle “vicine” Camorra e Cosa Nostra: “Per molti anni percepita come la cugina povera di gruppi mafiosi più noti come Cosa Nostra e la Camorra – scrive la testata britannica – la ‘ndrangheta da allora li ha superati diventando la più potente organizzazione criminale italiana”. “Con il suo nome che si dice derivi dal greco e significherebbe ‘esaltare virilità e coraggio’ – continua – la ‘ndrangheta oggi è una moderna e temuta banda criminale. Controlla parte della rete internazionale del traffico di cocaina con punti d’appoggio a New York, Colombia e Brasile, si è infiltrata nel settore edile, gestisce fondi europei e persino contratti funebri, ora potenziati dalla pandemia Covid-19”.

E riportando le parole di Gratteri, che definisce “il procuratore brizzolato”, conclude l’articolo estrapolando dati secondo cui ci siano “circa 20.000 membri della ‘ndrangheta nel mondo, che gestiscono un’attività che genera un fatturato annuo di oltre 50 miliardi di euro (59 miliardi di dollari)”.

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