L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 18 ottobre 2020

«A questo proposito, propongo… di prorogare l’attuale trattato senza condizioni per almeno un anno, in modo da poter condurre negoziati significativi su tutti i parametri dei problemi…»

RUSSIA. Putin è pronto a rinnovare il trattato missilistico START, ma Trump rifiuta

17 Ottobre, 2020
Anna Lotti


Il Presidente russo Vladimir Putin ha proposto di prorogare di un anno il trattato bilaterale di disarmo nucleare con gli Stati Uniti senza condizioni preliminari per evitare che scada all’inizio dell’anno prossimo e permettere la prosecuzione dei colloqui per il suo rilancio.

Putin ha anche incaricato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, in un incontro con i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza russo del 16 ottobre, di elaborare la posizione della Russia sull’accordo, il Nuovo trattato Start sul controllo degli armamenti, e di informare gli Stati Uniti degli sviluppi, riporta Rferl.

«A questo proposito, propongo… di prorogare l’attuale trattato senza condizioni per almeno un anno, in modo da poter condurre negoziati significativi su tutti i parametri dei problemi…». Putin ha detto, aggiungendo che sarebbe «estremamente triste» se il trattato scadesse.

La proposta di Putin arriva appena due giorni dopo che Lavrov ha detto che Mosca non vedeva alcuna prospettiva di estendere il trattato con gli Stati Uniti, sottolineando però che Mosca prevedeva di continuare le trattative sull’argomento. Il trattato del 2010 limita le armi nucleari strategiche e scadrà a febbraio 2021, anche se può essere prorogato per cinque anni, cosa che Mosca ha detto di essere pronta a fare senza precondizioni.

La Casa Bianca, che si è già ritirata da altri trattati sul controllo delle armi perché ha accusato Mosca di violazioni e ha ritenuto che gli accordi andassero a vantaggio della Russia più degli Stati Uniti, ha chiesto che Pechino si unisca a Mosca e Washington per trovare un sostituto per New Start. Il governo cinese si è opposto alla prospettiva di partecipare al trattato.

All’inizio di questo mese la Russia e gli Stati Uniti hanno tenuto un ciclo di colloqui sul trattato a Helsinki con Washington, affermando di essere disposti a prorogare il trattato New Start per un certo periodo di tempo, a condizione che i russi accettino di congelare il loro arsenale nucleare, proposta che il Cremlino ha respinto.

L’amministrazione di Trump vuole che qualsiasi nuovo trattato sul controllo delle armi nucleari copra tutti i tipi di testate, oltre a portare a bordo la Cina, che ha armi nucleari come la Russia e gli Stati Uniti. La Russia ha avvertito che non c’è abbastanza tempo per rinegoziare un nuovo e complicato trattato.

Washington però ha rifiutato l’offerta, riporta la Tass.



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