L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 ottobre 2020

David di Michelangelo

L’ICONA
L’alter ego del David di Michelangelo
vola a Dubai per l’Expo 2021
Mai così bello, rappresenterà il nostro Paese al prossimo Expo che si terrà negli Emirati Arabi Uniti. Sarà creato grazie all’utilizzo della più grande stampante 3D al mondo progettata proprio in Italia


1 ottobre 2020

Sarà Lui, il David di Michelangelo, a rappresentare l’Italia al prossimo Expo mondiale di Dubai del 2021. Cinque metri e 17 centimetri di altezza, cinque tonnellate e 600 chili di marmo di Carrara simbolo del Rinascimento e di Firenze, il capolavoro sarà l’icona di una nuova rinascita mondiale dopo la catastrofe del Covid responsabile anche del rinvio di un anno dell’esposizione universale. «Ma il vero “Lui” resterà qui, irripetibile e gelosamente custodito e non si muoverà neppure di un millimetro», spiega con un sorriso Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia dove l’opera del Buonarroti emana ogni giorno bellezza universale. Negli Emirati Arabi ci sarà la sua copia più bella mai realizzata prima. Sarà costruita con la più grande stampante 3D al mondo (progettata in Italia) e sarà custodita nel Teatro della Memoria, al centro del Padiglione Italia, uno spazio ottagonale con scale e tre ordini di osservazione per ammirare nel modo migliore la riproduzione del David da ogni altezza e ogni prospettiva. «E non sarà soltanto la copia rappresentativa della Bellezza — spiega Hollberg — ma anche la raffigurazione del genio, della fantasia e della scienza italiani. Quasi un archetipo, che non potrà mai uguagliare e neppure avvicinarsi all’originale, ma sarà il suo messaggero, un alter ego tecnologico, artistico e artigianale».

La rappresentazione

La rappresentazione del David sarà anche un mix di hi-tech, artigianato, scienza ingegneristica e architettonica, arte e scenografia alla quale parteciperanno, forse, anche i restauratori dell’Opificio delle pietre dure. E, dopo averla realizzata virtualmente con i modelli tridimensionali, sarà costruita con materiali d’avanguardia, ma non in marmo, materiale esclusivo dell’originale. L’annuncio è stato dato ieri mattina nella Tribuna della Galleria dell’Accademia, sotto il capolavoro di Michelangelo, dai quattro protagonisti del progetto: il direttore del museo Cecilie Hollberg, Grazia Tucci, docente al Dipartimento di Ingegneria dell’università di Firenze, Davide Rampello, direttore artistico del Padiglione Italia dell’Expo, e Paolo Glisenti, commissario Expo Dubai. «È un progetto che unisce più eccellenze mai sperimentato sino a ora — spiega Grazia Tucci —. Useremo scanner utilizzati da Aeronautica militare e Nasa, studieremo i giusti materiali, cercheremo grazie alla grande stampante 3D di ridurre al minimo le parti da unire per dare uniformità alla copia del David alla quale lavoreranno decine di figure professionali diverse tra loro. Il David digitale sarà poi conservato in una banca dati dell’Accademia perché in futuro potrà servire a simulazioni per stabilire, per esempio, quali sono i tipi di interventi di restauro migliori». Il Padiglione Italia dove la copia del David trionferà sarà un’istallazione-belvedere. «Racconteremo i nostri paesaggi, gli orti e i giardini, le abilità dei nostri artigiani, l’innovazione e le nostre tecnologie all’avanguardia — spiega Davide Rampello —. Il Teatro della Memoria, che custodirà la rappresentazione del capolavoro di Michelangelo, sarà alto quindici metri e conterrà anche la riproduzione dei mosaici della Cappella Palatina di Palermo. Un ottagono che è anche il simbolo di fortuna e felicità».

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