L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 ottobre 2020

Distruzione di uomini, merci, capitali e mezzi di produzione è l'EFFETTO del covid-19 come i mass media Occidentali c'è l'hanno scodellato

Senza turismo non c’è affare a New York

-11 Ottobre 2020


La crisi sanitaria ha inevitabilmente trascinato una crisi economica, cosi’ come in Italia anche New York è in grave sofferenza con i suoi ristoranti, bar e hotel. Fuori al terminal dell’aeroporto di New York dove negli anni scorsi arrivavano milioni di visitatori non si trova un taxi giallo. Prima erano a centinaia formavano una catena di montaggio lunghissima. Non ci sono turisti, non ci sono voli in arrivo. La macchina del turismo è al collasso, la pandemia ha spazzato via tutto.

Il turismo è al collasso

La US Travel Association, un gruppo commerciale che promuove i viaggi verso il paese ha previsto che i turisti internazionali per gli Stati Uniti diminuiranno dell’80%, saranno soltanto 18,6 milioni, rispetto ai 79 milioni dell’anno scorso. Se il calo dei visitatori internazionali è stato forte negli USA, il maggiore impatto lo ha subito la città di New York, soltanto l’anno scorso ha attirato 13,5 milioni di turisti.

New York è stata la città più visitata negli Stati Uniti. Attualmente è vietato l’ingresso nel paese ai cittadini inglesi, brasiliani e cinesi. Gli arrivi internazionali all’aeroporto sono diminuiti del 93%. Secondo quanto riportato dell’autorità portuale, rispetto al 2019. Al Kennedy c’è stata una diminuzione dei voli del 70% in sei mesi, 2121 a luglio, rispetto ai 7034 di gennaio.

Ad agosto sono arrivati solamente circa 400 mila di visitatori all’aeroporto Kennedy, un calo dell’89% rispetto ai 3,5 milioni dello stesso mese dell’anno scorso.

Numeri impressionanti, che hanno colpito anche il settore delle bevande ed alimentare, causando una perdita di 200 mila posti di lavoro. Negli hotel l’occupazione è stata del 40% rispetto all’80% dell’anno precedente.

I Taxi sono diminuiti, in città a giugno si è registrata una riduzione della domanda del 70%.

Nel cuore di Time Square, dove gli hotel sono chiusi, non c’è più la folla, i negozi di souvenir sempre pieni di turisti, dove puoi comprare l’immancabile tshirt, valigia con la scritta ‘INY ’’ sono deserti.

La ripresa sarà molto lunga, le grande imprese di crociera, hotel, compagnie aeree, non potranno essere paragonate alle piccole imprese turistiche, che sono la maggior parte del settore e non potranno sicuramente resistere a lungo.

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