L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 ottobre 2020

Era tutto già scritto. Dopo le amministrative, sono aumentati i casi di covid-19, chiaramente la schiacciante maggioranza asintomatici cercati scientemente, e allora comincia il De Luca segue Zingaretti e ci obbligano a respirare l'anidride carbonica da noi stessi prodotta attraverso le mascherine invece di farci respirare aria. Le consorterie corrotte del Pd fanno da apripista alla Strategia della Paura inoculandoci la nostra dose di terrorismo quotidiano

Obbligo mascherina anche all’aperto nel Lazio, ecco l’ordinanza

2 ottobre 2020


Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato l’ordinanza che prevede l’obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto, a partire dal 3 ottobre. Ecco l’ordinanza integrale con chi è escluso dall’obbligo e le sanzioni previste

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato l’ordinanza che rende obbligatorio l’uso della mascherina anche all’aperto, a partire dal 3 ottobre.

Esclusi dall’obbligo i bambini sotto i sei anni, chi ha patologie incompatibili con l’uso della mascherina e “chi svolge attività motoria o di esercizio fisico-sportivo”.

La decisione era nell’aria già da ieri, dopo cioè il picco di contagi registrati, 265 in totale, di cui solo 151 nella Capitale. Multa di 400 euro per chi trasgredisce. L’obbligo di mascherine anche all’aperto è un potente strumento di prevenzione per fermare la curva dei contagi e per lanciare un messaggio che dobbiamo seguire tutti delle regole per poter tornare a vivere in piena sicurezza”, ha sottolineato il Presidente della Regione. “E’ un decisione assunta per evitare di dover prendere in futuro nuovi provvedimenti addirittura più invasivi. Per ora non prevediamo alcuna forma di contenimento degli orari dei negozi, dei bar o dei pub”.

“Non e’ da escludere che il Governo, in futuro, possa adottare un provvedimento. Si valuta settimana per settimana, monitorando i dati di tutto il Paese”: lo ha detto la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, a Bari, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’eventualita’ di adottare un provvedimento unico, su tutto il territorio nazionale, che disciplini l’uso delle mascherine all’aperto, superando le singole ordinanze regionali e comunali.

“Si potrebbe decidere di utilizzare le mascherine all’aperto di fronte alla ripresa di focolai – ha detto – ci si sta pensando da molte parti. Ieri aumento secco di piu’ di 500 casi , dobbiamo fare in modo che il sacrificio enorme fatto come Paese dia dei risultati permanenti. Se oggi l’Italia vanta numeri cosi’ diversi dal resto d’Europa e’ perche’ siamo stati rigorosi. Di fronte a una ripresa molti sindaci e presidenti di Regione stanno andando in questa direzione”. “Il Governo valuta settimana per settimana – ha aggiunto la sottosegretaria – c’e’ una cabina di regia che lavora sul monitoraggio dei dati di tutto il Paese, non e’ da escludere che possa avvenire questo. Dobbiamo continuare a fare in modo che i numeri restino bassi, per come funziona il virus , e’ la base il moltiplicatore, se quella si alza rischieremmo di portare di nuovo in alto i meri e questo non deve avvenire”.


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