L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 5 ottobre 2020

Hanno aspettato i raffreddori e l'influenza per farla diventare tutta covid-19. Una influenza atipica è diventata pandemia, si cercano i malati con mille arguzie amministrative ma trovano solo asintomatici, i malati veri stanno in ospedale e sono curati ma non con l'idrossiclorochina, farmaco troppo comune ed efficace

Andrea Crisanti vs Maria Rita Gismondo/ “Covid? Avevi detto era una influenza, ma…”

Pubblicazione: 04.10.2020 - Emanuele Ambrosio

Andrea Crisanti vs Maria Rita Gismondo a Live – Non è la D’Urso su Canale 5. I due professori si confrontano sul Coronavirus visto l’aumento dei casi in Italia


Andrea Crisanti vs Maria Rita Gismondo a Live – Non è la D’Urso su Canale 5. Durante l’ultima puntata di domenica 4 ottobre 2020, Barbara d’Urso ha dato il via alla puntata con un talk interamente dedicato all’emergenza Coronavirus con i professori Andrea Crisanti, Maria Rita Gismondo e il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani. In particolare Crisanti e la Gismondo si confrontano e scontrano sulle modalità da mettere in atto per contenere il numero dei contagi da Covid-19 che sono risaliti negli ultimi giorni. L’allarme seconda ondata Covid-19 è sempre più vicina anche in Italia e la situazione potrebbe degenerare nel giro di pochi mesi. Per questo motivo il prof. Andrea Crisanti precisa: “faccio l’esempio del Genoa avevamo un positivo e dopo poco 30. Abbiamo avuto la fortuna per diverse settimana 1600 casi al giorno, ma ora i dati sono saliti e questo è l’effetto della riapertura delle scuole e delle attività lavorativa. Bisogna aumentare le misure di prevenzione e la sorveglianza attiva”. La professoressa Maria Rita Gismondo prende la parola: “incidenza di casi di positività, ma non dobbiamo pensare ai positivi come malati, solo lo 0,5% ha un esito nefasto quindi non credo che sia giustificato far morire un’intera società. Piuttosto proteggere i deboli e continuare a vivere perchè io penso che tra poco il nostro grande nemico sarà la povertà”.

Andrea Crisanti: “Maria Rita Gismondo non bisogna sottovalutare il Coronavirus”

Poi è la volta di Giuseppe Cruciani che dice: “quello che ha mostrato De Luca sono momenti di vita quotidiana degli italiani. Le persone che cosa hanno fatto negli ultimi mesi hanno ricominciato a vivere e credo che questa non possa essere una cosa negativa, ma positiva”. Maria Rita Gismondo però ci tiene a precisare una cosa importante: “oggi conosciamo il virus e sappiamo curarlo”. Le parole della professoressa però aizzano Andrea Crisanti che replica: “tu avevi detto che era una semplice influenza e invece non bisogna sottovalutare la cosa”, ma la Gismondi sottolinea la sua posizione “non sono stata solo io, ma negli stessi giorni anche Ilaria Capua e il CNR hanno detto che era poco più grave di una influenza, In quel momento parlavamo con una esperienza da Sars2, era un quadro limitato dopodiché c’è stata una vera e propria esplosione”. I due professori si confrontano con toni accessi al punto che Barbara d’Urso interviene: ” vorrei parlare della situazione di adesso. Quello che dice la Gismondi ci sono tantissimi asintomatici e pochissimi morti”. Sul finale è la Gismondi a dire la sua: “dobbiamo assolutamente stare attenti, ma la mia idea è una questione statistica se il 95% non ha nulla e solo il 5% ha pochi sintomi io devo proteggere le fasce deboli, le anziani, ma gli altri devono lavorare”.

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