L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 ottobre 2020

I risparmi, mentre aumentano in maniera stratosferica, su luce e gas sono menzogne in quanto non hanno nessun riscontro pratico

Tutte le scintille sull’aumento delle bollette di luce e gas

8 ottobre 2020


Che cosa succede sulle bollette di luce e gas. Il corsivo di Nunzio Ingiusto

Agricoltori, commercianti, piccoli industriali sono tutti furiosi per l’aumento dei costi energetici. Un autunno che parte male. Le famiglie, ovviamente, si sentono ancora più tartassate.

È durata qualche mese l’illusione ottica della discesa delle tariffe di luce e gas. Dal 1 ottobre ci sono le nuove. “Il sistema energetico sta gradualmente riprendendo le posizioni che aveva prima dell’emergenza Covid”, aveva detto il Presidente di Arera, Stefano Besseghini. Con la ripresa delle attività produttive e il conseguente aumento della domanda di energia, si verifica il prevedibile rialzo dei prezzi in tutta Europa. Una previsione amara che ha trovato sul piede di guerra le principali organizzazioni del lavoro.

Cosa sta succedendo? In soldoni, la bolletta dell’elettricità sale del 15,6%, quella del gas +11,4%. Nelle settimane di un’apparente ripartenza economica, della ripresa dei contagi, con le attività commerciali sotto tutela del governo, il costo di luce e gas che sale sta irritando milioni di italiani.

Per l’elettricità, la spesa nel 2020 per la famiglia-tipo sarà di circa 485 euro, con un risparmio di 74 euro sul 2019. Per il gas si spenderanno 975 euro con un risparmio di circa 133 euro. Sono due indicazioni di Arera che, purtroppo, a tre mesi alla fine dell’anno, non hanno riscontri pratici. Anzi, a sentire ancora Besseghini, le tariffe nei prossimi mesi verranno influenzate anche dalle scelte che accompagneranno il Recovery Fund. In particolare per il sostegno alle fonti rinnovabili future, che oggi ricadrebbe sulla bolletta.

Nelle stanze del Palazzo il problema tariffe non è per niente all’ordine del giorno. Non abbiamo sentito nulla in questi giorni su aumenti che hanno effetti pesantissimi sulle tasche di tutti. Si riduce il potere di acquisto dei cittadini ed aumentano i costi delle imprese. Non sappiamo esattamente quanto abbiano pesato questi aumenti sulle previsioni del ministro Gualtieri. Di fatto protestano tutti perché i conti, familiari o aziendali che siano, alla fine non torneranno.

A protestare per l’agroalimentare, fondamentale per l’intero Paese, ci ha pensato Coldiretti. Il costo dell’energia –dice l’organizzazione – si riflette in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e la distribuzione. L’epidemia da Covid 19 ha scavato a fondo nei redditi, nella spesa per i bisogni primari. “La spesa per mangiare degli italiani è tornata indietro di dieci anni su valori del 2010”, aggiunge Coldiretti. Dall’altro lato, Confesercenti chiede una tariffa ribassata almeno fino a primavera. Due critiche fondate che aspettano una riposta dalla politica che potrebbe sforzarsi di correggere odiosi meccanismi di aumenti in un settore vitale.

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