L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 18 ottobre 2020

Il trucco sporco non lo fanno le autorità tedesche, ma quei paesi che adottano 40-45 cicli di amplificazione: a quel livello il test PCR “vede” residui di virus morti, ed anche di più, microbi nei dintorni. In Italia divieto di usare idrossiclorichina

COVID – Mistero tedesco, presto svelato.

Maurizio Blondet 17 Ottobre 2020 

Ha fatto un certo scalpore, e suscitato ironie, la mappa dove si vede che la Germania ha molti meno “contagiati da Covid” di tutti gli altri paesi europei. Una prevenzione incomparabilmente migliore dei lockdown? Un trucco? Una finzione? Una fake news?


Il mistero è rapidamente svelato dall’ospedaliero francese Léopold Durocher : dipende, sostiene , dai cicli di amplificazione del test PCR adottato nei vari paesi. Con 40 cicli di amplificazione si trovano20 mila positivi. Con 45 cicli di amplificazione, i positivi diventano 30 mila. La Germania usa 25 cicli di amplificazione, e i suoi positivi sono 7 mila.

Il trucco sporco non lo fanno le autorità tedesche, ma quei paesi che adottano 40-45 cicli di amplificazione: a quel livello il test PCR “vede” residui di virus morti, ed anche di più, microbi nei dintorni.

Qui sotto (secondo video) l’inventore stesso del PCR, per il quale ha preso il Nobel, dottor Kary Mullis, mentre dice: “Chiunque può essere testato positivo a praticamente tutto, col test PCR, se lo fate abbastanza a lungo (ossia moltiplicando i cicli di amplificazione)”. E’ per questo, metteva in guardia il Nobel, che non si deve usare il suo test come mezzo diagnostico. 
Qualcuno ha fatto l’analogia con l’ottica: con un binocolo a 5 ingrandimenti di vedi già un buon numero di stelle; ma col telescopio a 500 ingrandimenti vedi le galassie, gli anelli di Saturno e la macchia di Giove. Se amplifichi il segnale PCR, poniamo, 60 volte, rilevi residui di DNA di qualunque virus che hai avuto negli anni scorsi, l’influenza di anni fa, e anche i virus del tuo vicino. “Praticamente qualunque cosa”, come diceva Mullis.

Viene segnalato un effetto esponenziale: a 45 cicli, il DNA del campione è amplificato 35 miliardi di volte (con 12 zeri), 32 mila volte in più che con PCR a 30 cicli, che pare sia la norma. 2 alla 30 esima potenza contro 2 alla 45esima.

Il dottor Mullis è morto nell’agosto 2019. Giusto in tempo, diremmo.

Certo, si scopre anche “ che i medici di base tedeschi a febbraio e marzo hanno prescritto 1.710.000 dosi giornalieri di idrossiclorochina… e hanno una mortalità che è 1/4 della nostra”. Da noi l’AIFA ha vietato il vecchio antimalarico, il che dovrebbe suscitare qualche sospetto; anche in relazione alle affermazioni false sulla pericolosità del farmaco – usato da 70 anni come antimalarico – divulgate da OMS e Lancet, a scopo evidentemente doloso.

Ora un gruppo di medici italiani fa appello all’AIFA perché consenta l’uso dell’hidrossiclorochina. Panorama ha fatto propria l’inizativa.


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