L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 18 ottobre 2020

Le guerre in Libia, Iraq, Siria, Armenia/Azerbaijan, Afghanistan hanno bisogno di ulteriore manovalanza e allora si liberano i mercenari tagliagola terroristi

Siria: i curdi alleati degli USA liberano 10 mila miliziani dello Stato Islamico

17 ottobre 2020 


I curdi delle Forze Democratiche Siriane (FDS) sostenuta dagli Stati Uniti stanno per rimettere in libertà 20mila famigliari dei jihadisti siriani e più di 10mila miliziani siriani dello Stato islamico.

E’ il risultato di una “amnistia generale” annunciata il 12 ottobre dalle autorità curdo-siriane che da tempo hanno avvertito Stati Uniti e gli altri paesi della Coalizione internazionale di non potersi più far carico del fardello di circa 30 mila prigionieri jihadisti e dei loro familiari catturati durante la campagna militare anti-Isis sulla sponda est dell’Eufrate.


Nelle carceri dell’FDS ci sono ancora 19mila detenuti, in larga parte membri dell’Isis: 12mila siriani, 5mila iracheni e altri 2mila di 55 diverse nazionalità.

Soltanto i siriani beneficeranno dell’amnistia che, sostengono i curdi, riguarderà solo membri di livello medio basso della organizzazione jihadista che in carcere non abbiano creato problemi.

L’annuncio segue quello di solo una settimana fa con cui FDS annunciò l’imminente liberazione di 25mila civili siriani, in larga parte donne e bambini appartenenti alle tribù arabe delle province di Raqqa e Deir Ezzor, dal campo profughi di al Hol, al confine con l’Iraq, abitato da 60 mila persone per metà iracheni e considerato un’area in cui il Califfato arruola combattenti e fa proseliti.

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