L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 3 ottobre 2020

NoTav - La procura di Torino ottiene il suo obiettivo dopo la provocazione fatta dal magistrato Elena Bonu che ha respinto, ideologicamente, le misure alternative a Dana Lauriola

CRONACA | 01 ottobre 2020, 15:47

Cirio come Aldo Moro: la Procura di Torino apre un fascicolo d'inchiesta

Si indaga anche sui proiettili inviati al tribunale di sorveglianza e sul manifesto No Tav affisso vicino al tribunale


Non ci sono al momento ipotesi di reato e indagati nel fascicolo d'inchiesta aperto dalla Procura di Torino all'indomani del ritrovamento dei volantini che raffigurano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio al posto di Aldo Moro, nella foto scattata dalle Brigate Rosse dopo il rapimento del leader Dc.

Altri due fascicoli per minacce sono stati, invece, aperti dopo il sequestro del manifesto No Tav trovato nei pressi del tribunale e per i due proiettili destinati al magistrato del tribunale di sorveglianza Elena Bonu, che con un'ordinanza ha respinto la richiesta di misure alternative per Dana Lauriola, la portavoce del movimento No Tav arrestata il 17 settembre a Bussoleno e oggi reclusa al carcere di Torino.

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