L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 1 ottobre 2020

NoTav - Susa sa o non sa che i rifiuti dello scavo dovrebbero essere sversati nella piana e se fosse è d'accordo?

30 SETTEMBRE 2020
SUSA, TAV E SMARINO: SCONTRO IN COMUNE TRA PLANO E IL SINDACO GENOVESE


di ANDREA MUSACCHIO

SUSA – Un dibattito acceso, e non poteva essere altrimenti. Durante il consiglio comunale di Susa, svoltosi a porte chiuse nella giornata di ieri, martedì 29 settembre, si è parlato di Tav e in particolar modo della questione smarino.

La mozione è stata presentata dall’ex sindaco Sandro Plano, ora capogruppo di minoranza, il quale ha chiesto chiarimenti dopo l’incontro tra i sindaci dell’Unione Montana Valsusa e i tecnici di Telt.

Plano, durante il suo discorso, ha ribadito più volte che il comportamento di Telt, nei confronti dell’amministrazione e della città, è stato inaccettabile. “Sullo smarino Telt ha informato Salbertrand, producendo un documento, ma non ha informato il Comune di Susa – spiega – Questo è un fatto estremamente grave. Ripeto, se tu informi, e l’informazione c’è stata, che togli del materiale da Salbertrand e lo porti a Susa, ma non informi il sindaco, questo è un fatto oggettivamente grave“.

“Questa partita – ha proseguito Plano – la si gioca facendo squadra con tutti gli altri Comuni. Dobbiamo fare fronte comune. Non possiamo permetterci che un singolo Comune vada per i fatti suoi: l’unione fa la forza“.

L’ex sindaco ha poi espresso dubbi sulle scelte adottate dall’amministrazione segusina e sulle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi. “Io ho sempre partecipato a tutti i tavoli istituzionali che sono stati chiesti e concessi dall’ente pubblico – afferma – Incontri con Berlusconi e Prodi. Non ho partecipato agli incontri nell’Osservatorio perché era nato come organismo tecnico, successivamente è diventato politico di convincimento di alcuni disperati. Le compensazioni sono atti dovuti nella misura del 2% e chi non le accetta fa un danno erariale. Concludo, dicendo che bisogna allinearsi alle proteste dell’Unione Montana”

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L’ex sindaco Sandro Plano

La replica del sindaco Genovese: “Non è vero che Susa non ha partecipato agli incontri in Unione Montana, e nello specifico quello del 28 luglio. Il Comune di Susa è sempre stato presente. Susa dall’insediamento della nostra amministrazione ha partecipato a tutti i tavoli. La posizione di Susa è estremamente coerente: non siamo né contrari né favorevoli all’opera. Siamo oltre il sì e il no. Ormai l’opera è a 5 km dalla città di Susa. C’è un cantiere che prosegue verso Susa. Bisogna avere una visione differente“.

Sulla questione smarino, Genovese ha risposto così: “Negli incontri con Telt e Regione non si è mai parlato della possibilità del deposito smarino nella piana di Susa – prosegue il sindaco – Ci ha stupito molto questa posizione che è stata poi espressa nell’incontro avvenuto in piazza del Sole dai movimenti No Tav e i tecnici dell’Unione Montana. Ci ha sorpresi perché non è mai stata presentata al Comune. Abbiamo espresso forti contrarietà a Telt, e le abbiamo espresse anche all’incontro di due settimane fa in Regione Piemonte. Solo su un punto hanno concordato i tecnici dell’Unione con quelli di Telt e della Regione, ossia che il cantiere di Susa era già previsto nella variante del 2015″.

Genovese ha poi replicato anche sulle compensazioni, ribadendo che l’assenza ai tavoli dell’Osservatorio è stato un grosso danno per Susa. “La città è stata fortemente penalizzata per non essere stata presente. Per questo non rientra nei finanziamenti. Diversi Comuni rientrano in questa fetta (circa 32 milioni di euro, ndR) ma non Susa, che potrebbe richiedere il 2% ma in questo momento non è chiaro da dove dovrebbe provenire. Ribadisco, Susa è esclusa”.

La replica del sindaco Giuseppe Genovese

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