L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 novembre 2020

110 miliardi l'anno sono soldi della sanità che il Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato gestisce. In Calabria in particolare hanno fatto terra bruciata


‘Ndrangheta: arrestato Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria

19 Novembre 2020 - 14:20 

Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria di Forza Italia, è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa e voto di scambio, per presunti rapporti in merito a un’inchiesta riguardante un business sui farmaci messo in piedi dalla cosca Grande Aracri.


C’è anche Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria di Forza Italia, tra le 19 persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta Farmabusiness che vede al centro la cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri.

Tallini questa mattina è stato arrestato dai Carabinieri e ora posto ai domiciliari, con l’accusa per lui che sarebbe di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso.

L’indagine riguarda la cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri di Cutro, e le accuse agli indagati sono di vario tipo: associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.

Il tutto nasce da due attività investigative convergenti, sviluppate rispettivamente dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro e del Nucleo Investigativo di Crotone, dirette e coordinate dal Procuratore della Repubblica, Dott. Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto, Dott. Vincenzo Capomolla e dai Sostituti Procuratori Dott.ri Paolo Sirleo e Domenico Guarascio.

Calabia: l’indagine su Tallini

Per gli inquirenti, la cosca avrebbe riciclato soldi provenienti da attività illecite in una società operante nel settore della distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali, con una disponibilità di diversi punti vendita tra farmacie e parafarmacie.

Domenico Tallini, a 68 anni alle ultime elezioni è stato eletto consigliere regionale per conto di Forza Italia, venendo poi nominato a fine marzo nuovo Presidente del Consiglio regionale della Calabria.

Da quanto si apprende, Tallini in questa vicenda avrebbe avuto dei contatti con la cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri, che per gli inquirenti lo avrebbe poi sostenuto alle elezioni regionali del 2014.

Stando alle indagini, si legge che Domenico Tallini avrebbe “ accelerato l’iter burocratico per il rilascio di necessarie autorizzazioni nella realizzazione del Consorzio Farma Italia”.

“Pur consapevole che quelli erano soldi della ‘ndrangheta, Tallini concorreva nei progetti commerciali inerenti la distribuzione dei farmaci - si legge negli atti - e imponeva nella struttura societaria della Farmaeko srl, l’assunzione e l’ingresso, quale consigliere, del proprio figlio Giuseppe Tallini, così da contribuire all’evoluzione dell’attività imprenditoriale del Consorzio Farmaceutico, fornendo il suo contributo, nonché le sue competenze e le sue conoscenze anche nel procacciamento di farmacie da consorziare”.

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