L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 novembre 2020

Anche l'Italia deve investire e lasciarsi alle spalle l'era dell'austerità con l''assunzione di almeno un milione di giovani nella pubblica amministrazione (anche nelle poste) con un occhio di riguardo (soldi, tanti soldi) alla nostra già eccellente marina militare

Regno Unito, perché per Johnson il miglior attacco è la Difesa

20 novembre 2020

Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato “il più grande programma di investimenti nel settore della difesa dalla fine della Guerra Fredda”. Il punto di Daniele Meloni

“L’Era dei tagli al budget della Difesa è finita”. Così il premier britannico Boris Johnson ha annunciato “il più grande programma di investimenti nel settore della difesa dalla fine della Guerra Fredda”, come lo ha pomposamente definito l’ufficio stampa di Downing Street.

La difesa del Regno è il compito principale dello Stato, ha detto Johnson all’Aula della Camera dei Comuni dove ha rilasciato la Dichiarazione sulla Revisione della spesa della Difesa UK collegato da remoto visto l’auto-isolamento impostogli dall’NHS per essere entrato a contatto con un Parlamentare positivo al Covid-19.

Seguendo i dettami del Manifesto del partito Conservatore alle elezioni del 2019, il Premier ha delineato un aumento nel budget del Ministry of Defence di 16,5 miliardi di sterline nei prossimi 4 anni. Un intervento finalizzato a rafforzare la protezione dei cittadini britannici e a creare nuovi posti di lavoro in un Paese che è stato duramente colpito dalla pandemia. Ma non solo. Johnson vede nella Difesa uno strumento volto a proiettare l’influenza del Regno Unito nel mondo in una fase storica caratterizzata da grande instabilità nel quadro della geopolitica mondiale, e anche sul fronte interno, con l’epocale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Il governo Johnson si è impegnato a investire nella difesa 0.5% in più ogni anno rispetto al tasso di inflazione reale. Sulla base delle previsioni attuali la cifra rappresenterebbe un aumento di 24 miliardi di sterline in 4 anni rispetto al budget del 2019.

La creazione di una National Cyber Force e di un nuovo Space Command capace di lanciare il primo razzo nello spazio nel 2022 sono da considerarsi degli strumenti per posizionare il Regno Unito in prima fila nella ricerca e nelle tecnologie degli anni a venire. Così come lo è l’investimento record di 1,5 miliardi di sterline nello sviluppo del Future Combat Air System, un sistema di sviluppo dell’aviazione militare che avrà anche un effetto sulle applicazioni nell’aviazione civile. In totale, saranno 5,8 i miliardi spesi nello sviluppo per le tecnologie militari da parte del Governo.

Questi progetti genereranno nelle speranze di Johnson fino a 10mila posti di lavoro, valorizzando le esperienze e l’ingegno delle Forze Armate britanniche e le competenze della stessa industria Uk. Anche il Segretario alla Difesa, Ben Wallace, si è espresso con toni entusiastici: “Questi progetti sono fantastici per la nostra difesa e il suo ammodernamento. Finalmente abbiamo un Primo Ministro che riconosce l’importanza strategica del settore per i nostri cittadini e per la reputazione del Regno Unito”.

Ovviamente meno entusiasta Sir Keir Starmer, il leader dell’Opposizione Laburista, che pure ha apprezzato l’impegno del Governo a investire nelle Forze Armate. La posizione di Sir Keir rappresenta una novità rispetto alla leadership precedente del partito: Jeremy Corbyn non avrebbe mai appoggiato un aumento degli investimenti per la difesa del Paese.

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