L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 novembre 2020

Che c'azzecca al Qaeda con l'Iran? Le solite fake news delle televisioni, dei giornaloni e dei giornalisti di professione

“Al-Masri ucciso a Teheran”/ Iran smentisce NYT: “Notizia falsa, una menzogna”

Pubblicazione: 14.11.2020 - Mirko Bompiani

Secca smentita da parte dell’Iran in merito all’uccisione di Al-Masri, numero 2 di Al-Qaeda, da parte del ministero degli esteri di Teheran

(Al-Sahab)

Arrivano aggiornamenti in merito all’uccisione di al-Masri, considerato il numero 2 della potentissima organizzazione terroristica di stampo islamica, Al Qaeda. Le indiscrezioni circolanti nelle ultime ore, riportato in particolare dal New York Times, parlano di uccisione a Teheran da parte di un gruppo di agenti israeliani (forse i servizi segreti del Mossad) su mandato degli Stati Uniti, ma stando agli iraniani la notizia non corrisponderebbe al vero. Secondo il ministero degli esteri israeliani, si tratterebbe semplicemente di “un’informazione falsa”. Da Teheran hanno poi aggiunto e specificato che con tali notizie, gli Stati Uniti e Israele, nemici dell’Iran: “cercano di scaricare la responsabilità degli atti criminali di Al Qaeda e altri gruppi terroristici legando l’Iran a tali gruppi con menzogne e fughe di informazioni falsificate”. Ovviamente non è la prima volta che quando un leader terroristico, o comunque, una persona ritenuta pericolosa dall’occidente, viene uccisa, fioccano smentite: attendiamo le prossime ore per notizie più certe. Restano i dubbi, invece, in merito all’uccisione di Al-Zawahiri, considerato il leader supremo di Al-Qaeda e di cui vi parliamo nel focus qui sotto. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

AL-ZAWAHIRI È STATO UCCISO?/ FONTI USA “ABBATTUTO AL-MASRI, SUO NUMERO 2 IN AL-QAEDA”

L’attuale numero uno di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, sarebbe morto. Questo quanto riportato dall’esperto Hassan Hassan, che cita fonti siriane. Capo del gruppo terrorista islamico in seguito alla morte di Osama bin Laden, l’egiziano sarebbe spirato nel suo appartamento secondo ambienti vicini a Hurras al Din. Ma nelle ultime ore si è parlato anche di un raid nei suoi confronti, quindi di un attacco ad hoc per porre fine alla sua esistenza. Nelle stesse ore, infatti, fonti d’intelligente al New York Times hanno reso nota l’uccisione del numero due di al-Qaeda, Abdullah Ahmed Abdullah, alias Abu Muhammad al Masri. Quest’ultimo sarebbe deceduto lo scorso 7 agosto insieme alla figlia Miriam: fatale l’agguato di agenti israeliani per conto degli Usa. In base a una primissima ricostruzione, l’operazione sarebbe stata portata a termine da due agenti a bordo di una moto.

AL-ZAWAHIRI É STATO UCCISO?

Per il momento al-Qaeda non ha confermato né la morte di Ayman al-Zawahiri, né l’uccisione di Abu al Masri. Sono attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore, considerando che nel corso degli ultimi anni le voci su una dipartita del numero uno del gruppo terroristico si sono moltiplicate. Il Corriere della Sera precisa che la notizia della morte di al-Zawahiri arriva direttamente da una formazione estremista rimasta fedele alla linea qaedista. Qualche certezza in più sembra esserci sulla fine di Abu al Masri: la notizia lanciata dal New York Times trova conferme dall’intelligence statunitense, con tanto di dettagli dell’operazione che ha portato alla morte del numero due del clan terroristico. Ricordiamo che al Masri sarebbe stato l’erede naturale proprio di al-Zawahiri.

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