L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 novembre 2020

L'economia del debito nella Stagnazione Secolare

Debito mondiale: tsunami in arrivo, entro fine anno nuovo record

19 Novembre 2020, di Alessandra Caparello

Il debito globale batterà un nuovo record nei prossimi mesi arrivando a toccare i 277 trilioni di dollari entro la fine dell’anno. La cifra è quella fornita dall’istituto di finanza internazionale Iif nel suo ultimo Global Debt Monitor secondo cui tra le nazioni avanzate, il debito ha superato il 432% del Pil nel terzo trimestre, un aumento di 50 punti percentuali dal 2019.

Debito, la situazione nelle diverse aree del mondo

Gli Stati Uniti, che hanno attuato uno dei più grandi pacchetti di stimolo al mondo, hanno rappresentato quasi la metà di questo aumento. Nell’area dell’euro, le azioni del governo hanno portato ad un aumento del debito pubblico di 1,5 trilioni di dollari nello stesso periodo, per raggiungere i 53 trilioni di dollari. Si tratta di un valore ancora inferiore ai 55 trilioni di dollari di tutti i tempi registrati nella regione nel secondo trimestre del 2014, quando la regione stava affrontando la crisi del debito sovrano.

Nei mercati emergenti, i livelli di debito sono saliti a oltre il 248% del PIL, con Libano, Cina, Malesia e Turchia che hanno registrato i maggiori aumenti del debito non finanziario.

E’ la crisi del coronavirus che ha spinto i livelli del debito globale ad un nuovo massimo di oltre 272 trilioni di dollari nel terzo trimestre, ha detto l’Istituto per la Finanza Internazionale, mettendo in guardia contro “l’attacco dello tsunami del debito“. Uno tsunami che avviene dopo che i governi di tutto il mondo hanno aumentato il sostegno alle aziende e ai cittadini di fronte alla pandemia globale che ha portato le imprese a cercare finanziamenti alternativi il che si è tradotto in un aumento dei prestiti e, quindi, ad un maggiore indebitamento.

“Spinto da un forte aumento dei prestiti governativi e societari, mentre la pandemia di Covid-19 si aggrava, il carico del debito globale è aumentato di 15 trilioni di dollari nei primi tre trimestri del 2020 e ora supera i 272 trilioni di dollari”.

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