L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 novembre 2020

L'Italia sempre più colonia della Francia grazie al corrotto euroimbecille Pd. Francesi e tedeschi si contendono Euroimbecilandia, i primi sono favoriti perchè riescono a contestualizzare la loro azione politica che che se ne dica. La Bce a trazione francese è la punta avanzata della guerra in atto, essa è divenuta banca centrale prestatore di ultima istanza

Emmanuel Macron punta sul Pd per consentire alla Francia di conquistare fette sempre più ampie di risparmio italiano

di Marco Antonellis

È il giornale francese Le Monde a scrivere l'epitaffio politico di Matteo Salvini: la sconfitta di Donald Trump «è un duro colpo» per Matteo Salvini, dopo «diversi mesi difficili». La vittoria di Trump avrebbe potuto rappresentare «una ciambella di salvataggio» per il leader della Lega. Invece «la sua sconfitta ha come effetto di indebolire ulteriormente la sua posizione». «In Italia, Salvini perde il suo modello con la sconfitta di Trump», titola il quotidiano francese di sinistra, sopra una foto del leader leghista con una mascherina pro Trump.

Secondo il giornale transalpino, dopo una serie di rovesci politici, Salvini appare «in panne» sulla strategia «di fronte alla nuova realtà della pandemia e ha difficoltà frenare l'erosione del suo capitale elettorale». Non solo incontra difficoltà in seno alla Lega e viene contestato da Giorgia Meloni, ma «peggio ancora, durante l'estate, cercando di riprendere l'iniziativa, ha strizzato l'occhio ai militanti anti mask.

Ora ha difficoltà a farlo dimenticare mentre il Covid-19 tocca duramente la penisola», spiega il quotidiano. Ma in Francia si guarda con particolare attenzione anche a cosa accade in casa Pd. Soprattutto dalle parti dell'Eliseo dove hanno trovato particolare apprezzamento le ultime dichiarazioni dell'italianissimo presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Parole che rafforzano la posizione della Francia a scapito proprio della storica rivale Germania. Le sue ultime dichiarazioni contro il Mes e sull'abolizione del debito causato dal covid sono state miele per le orecchie del Presidente francese.

Perché cambiare il Mes significherebbe toglierlo da sotto la «sovranità» tedesca mentre azzerare i debiti pandemici favorirebbe la Bce attualmente a trazione francese. Tematiche fondamentali allorché Francia e Germania si stanno giocando la supremazia continentale proprio in Italia (sempre più terra di conquista) e il loro via libera al grande piano di aiuti in favore dell'Italia sembra essere subordinato al non essere ostacolati nelle acquisizioni dei «gioielli di famiglia» tricolori, come già ampiamente evidenziato su queste pagine. Fa gola in particolare il risparmio delle famiglie italiane, tra i più ricchi al mondo. La grande sfida tra le big d'Europa, dunque, è appena cominciata.

Inutile aggiungere che la rivalità tra Francia e Germania così come quella tra Francia e Stati Uniti avrà forti ripercussioni anche sulla sfida per il Quirinale: gli Stati Uniti hanno bisogno del Colle per contrastare le mire cinesi e russe in Europa (oltre che in Italia), mentre la Francia vorrà mettere il proprio cappello sul Quirinale per provare ad ottenere la supremazia europea a scapito della Germania, che visti i dati fra i due paesi sarà destinato a rimanere un sogno per Emmanuel Macron che può vincere (anche se sempre meno) della singole battaglie ma è sicuramente destinato a perdere la guerra per la supremazia nella Ue che, di fatto, ha già perso.

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