L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 novembre 2020

Pensioni, i vecchi non servono, anche se sono soldi vivi che hanno pagato in anticipo in quarant'anni di lavoro

Perché il taglio delle pensioni è in arrivo

Il nuovo record del debito pubblico non è una novità. Il Governo ha appena ottenuto dal Parlamento un via libera ad un ennesimo scostamento di bilancio. I danni economici che in Italia sta causando la pandemia non sono ancora percepibili ma saranno devastanti. E si ripercuoteranno sui conti dello Stato e, inevitabilmente, sulle pensioni. Vediamo perché.
L’impatto terribile della pandemia sui conti pubblici

A marzo dell’anno prossimo le misure di emergenza cesseranno, i blocchi ai licenziamenti verranno rimossi, la cassa integrazione in deroga non sarà più rinnovata. Secondo l’opinione degli analisti, ma anche delle maggiori associazioni di categoria, si rischieranno chiusure a catena di piccole e medie attività. Si potrebbero creare fino a un milione di nuovi disoccupati.

Il debito pubblico schizzerà al 165% e il rapporto deficit PIL a 10%. Si porrà il problema di come ridurre il debito pubblico nei successivi 10/20 anni. A questo propositi, uno dei temi sarà la riduzione delle pensioni, sistema già adesso in disequilibrio.

Che le pensioni siano a rischio lo ha detto a chiare lettere il Governatore di Bankitalia, Vincenzo Visco. Lo ha spiegato in un dibattito organizzato da Deutsche Bank e Bocconi, intitolato: la pandemia peggiora i problemi di debito e pensioni.

INPS ancora con conti in rosso nonostante un ripianamento nel 2018
Secondo Visco si deve intervenire in maniera decisa sulla spesa delle pensioni. Altrimenti tra qualche anno le risorse potrebbero non essere sufficienti per pagare l’assegno a tutti.

Già adesso INPS ha i conti in rosso. Il Consiglio di Vigilanza dell’INPS ha approvato il bilancio con un buco di 26 miliardi di euro. Nelle note che hanno accompagnato il documento economico, il CIV scrive che l’effetto pandemia pone in primo piano il problema della sostenibilità della spesa previdenziale. Non solo, sottolinea che il rapporto tra assicurati e pensionati è oggi all’1,25, con i primi in calo e i secondi in crescita.

Perché il taglio delle pensioni è in arrivo

Cosa ne pensa il presidente dell’INPS Tridico? Di recente ha dichiarato che non c’è un problema di deficit per l’INPS finché non ci sarà un problema di deficit dello Stato. Tradotto significa che finché lo Stato ripianerà di debiti dell’INPS non ci saranno problemi.

Nel 2018 sono già stati coperti debiti per 65 miliardi. Ma alla luce del boom di deficit e debito indicati ad inizio articolo, lo Stato domani potrà ancora ripianare eventuali buchi dell’INPS? E’ evidente adesso il pensiero di Visco: o si tagliano le pensioni o molti non riceveranno più l’assegno. Ecco perchè il taglio delle pensioni è in arrivo.

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