L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 novembre 2020

Primo i Trattati si possono cambiare. Secondo il rovescio della medaglia dello strumento covid/lockdown/coprifuoco ha messo in luce che la Bce non era banca centrale di ultima istanza e l'ha costretta momentaneamente ad esserlo. Ciò ha evidenziato che con un clic si crea moneta e il rovescio è che con un clic la si può distruggere. I titoli di stato in pancia alla Bce possono essere eliminati d'emblée

ECONOMIA
Giovedì, 19 novembre 2020 - 11:43:00
Debito, Lagarde sbertuccia Sassoli: "Cancellarlo? Viola i trattati. Punto"

In audizione al Parlamento Ue, il presidente Bce liquida la proposta di Sassoli di cancellare il debito pubblico riguardante i titoli acquistati dall'Eurotower


Certo, non è stata colorita come il segretario del Pd Nicola Zingaretti che ha liquidato la proposta del presidente dell’Europarlamento David Sassoli esclamando: “Non riparta la gara a chi la spara più grossa”. Ma la sua risposta all’opzione cancellazione del debito pubblico riguardante i titoli sovrani acquistati dalla Bce nel quadro del programma di sostegno della liquidità di cui Sassoli ha parlato è lo stesso, nella sostanza, un no secco. In audizione all’Europarlamento, il presidente della Bce Christine Lagarde ha spiegato che “qualsiasi idea su questo piano semplicemente è una violazione del Trattato Ue: la Bce opera sulla base del Trattato il cui articolo 123 proibisce questo tipo di approccio, noi rispettiamo il trattato, punto”. Argomento chiuso.


Alla richiesta di specificare che cosa accadrebbe nel caso in cui l’Eurotower incorresse in perdite, Lagarde ha indicato che “sempre l'Eurosistema è in grado di generare liquidità addizionale, per definizione non può andare in bancarotta né essere a corto di risorse, in più ogni perdita finanziaria eventuale non compromette la nostra capacità di mantenere la stabilità dei prezzi”. La presidente Bce ha ribadito che l'interrogativo sull'eventualità di una cancellazione del debito “ha una risposta sola, semplice” (cioè viola il trattato su cui si basa l'Unione Monetaria, ndr). Questa è la realtà, non speculo su scenari alternativi, abbiamo un Trattato e agiamo in quel quadro”.

Weidmann, da falco ad ambientalista/ Il presidente della tedesca Bundesbank, Jens Weidmann, ha invitato l'Eurosistema, che include la Bce e le 19 banche centrali della zona euro, a considerare i rischi finanziari legati al clima prima di prendere decisioni di politica monetaria. "L'Eurosistema... dovrebbe prendere in considerazione di acquistare titoli o di accettarli come collaterale per scopi di politica monetaria solo se i loro emittenti rispettano determinati obblighi di comunicazione legati al clima," ha scritto Weidmann, che siede anche nel Consiglio direttivo della Bce, in un editoriale per il Financial Times. Sembra che il falco o l'ex signor "nien" si sia dimenticato che ancora a gennaio, lanciando la revision strategy della Bce, la Lagarde abbia stressato non poco che il "cambiamento climatico ne farà parte"...

Per quanto riguarda poi la politica monetaria della Bce, "nelle prossime settimane il Consiglio direttivo valuterà attentamente le informazioni in arrivo, compreso il nuovo ciclo di proiezioni macroeconomiche" che "miglioreranno il nostro set di informazioni e consentiranno una rivalutazione approfondita delle prospettive economiche e dell'equilibrio dei rischi. Sulla base di questa valutazione aggiornata, il Consiglio direttivo ricalibrerà i suoi strumenti, se necessario. Sebbene tutte le opzioni siano sul tavolo, il Pepp e le Tltro hanno dimostrato la loro efficacia nel contesto attuale e possono essere regolate dinamicamente per reagire all'evoluzione della pandemia. quindi probabile che rimangano gli strumenti principali per l'adeguamento della nostra politica monetaria", ha affermato Lagarde.

Per Lagarde l'Istituto di Francoforte ha risposto "prontamente e con forza alla prima ondata che ha colpito le economie dell'area euro progettando nuovi strumenti specificamente adattati alla natura dello shock e ricalibrando il portafoglio ben diversificato di strumenti esistenti". "Le nostre misure hanno avuto molto successo nello stabilizzare i mercati finanziari e nel sostenere l'attività economica, contribuendo così a compensare l'impatto al ribasso della pandemia sul percorso previsto dell'inflazione. Affronteremo l'attuale fase della crisi con lo stesso approccio e determinazione", ha assicurato Lagarde.

Detto questo però "il pacchetto Next Generation EU deve diventare operativo senza indugio. Le risorse aggiuntive del pacchetto possono facilitare politiche fiscali espansive, in particolare nei Paesi dell'area euro con spazio di bilancio limitato. Dovremmo anche garantire disposizioni adeguate per consentire una spesa ben ordinata ed efficace di questi fondi. Accolgo quindi con favore il recente contributo del Parlamento Ue per promuovere la trasparenza e la responsabilità nell'uso del sostegno fiscale dell'Unione europea", ha aggiunto ancora Lagarde, puntualizzando che "è quindi piu' importante che mai che la politica monetaria e la politica fiscale continuino a lavorare mano nella mano. Le garanzie del Trattato garantiscono che cio' avvenga nel pieno rispetto del mandato e dell'indipendenza della Bce". 

Infine, il numero uno dell'Eurotower ha indicato che non spetta alla Bce decidere se Next Generation Eu deve diventare uno strumento permanente, tuttavia ha ricordato che "è interessante esplorare tale strumento o uno strumento simile fondato sugli stessi principi, che sia disponibile in circostanze analoghe (a quelle della crisi pandemica)". Certamente, ha aggiunto rispondendo alla domanda di un europarlamentare, l'effetto della decisione della Ue "è stato impressionante", la reazione (dei mercati) "è stata estremamente forte e molto efficace". La Bce si è sempre dichiarata favorevole a uno strumento di bilancio per la stabilizzazione delle economie nell'area euro.

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