L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 novembre 2020

Sputnik V il vaccino che non esiste per l'Occidente per l'Italia le televisioni i giornaloni i giornalisti professionisti lo ignorano aspettano quello statunitense con le sue truffe alla Pfizer

Il primo italiano che ha fatto il vaccino russo al Covid: “Sto bene, perché Italia non lo compra?”

Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio Italia-Russia, il 6 novembre si è sottoposto al vaccino Sputnik V, il primo messo in produzione a livello mondiale: “Mi avevano preannunciato lievi effetti collaterali come febbre e mal di testa. Invece sto benissimo. Che aspetta il governo ad acquistarlo?”.

ATTUALITÀ 11 NOVEMBRE 2020 16:46 di Davide Falcioni


Vincenzo Trani aveva solo 25 anni quando, da semplice turista, per la prima volta mise piede in Russia: una mattina, sfogliando il Moscow Times, notò un'offerta di lavoro della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), istituto che cercava un esperto in crediti alle piccole imprese. Inviò il suo curriculum – aveva un passato in Monte dei Paschi di Siena – e dopo pochi giorni venne assunto. Oggi Trani vive a Mosca da 20 anni, è un imprenditore e da un anno è anche il presidente della Camera di Commercio Italia-Russia, ente la cui mission è promuovere la collaborazione economica, commerciale, tecnica, giuridica, scientifica e culturale tra l’Italia e la Federazione Russa.

Vincenzo Trani, però, è anche il primo cittadino italiano ad essersi vaccinato contro il SARS-CoV-2; il 6 novembre scorso infatti gli è stata iniettata la prima dose di Sputnik V, vaccino sviluppato dal centro di ricerca statale Gamaleya e del Fondo Russo di investimenti che, stando ai dati preliminari, avrebbe un'efficacia del 92% nel proteggere dal Covid-19. I risultati, infatti, mostrano che solo 20 dei 16.000 volontari che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino o del placebo hanno contratto il Covid-19. Perché, quindi, Sputnik V è stato sostanzialmente ignorato dai governi europei? Ci sono ragioni di carattere scientifico oppure a pesare sono alleanze geopolitiche, accordi commerciali e interessi economici particolari? "Dopo lo scioglimento dell'URSS – sostiene Trani – la Russia è stata lungo concentrata su se stessa per ricostruirsi e non ha svolto un ruolo centrale a livello internazionale; le capacità scientifiche del paese sono però da sempre all'avanguardia. Non a caso il vaccino è stato chiamato Sputnik V, un esplicito riferimento al primo satellite lanciato nello spazio, lo Sputnik 1".

Come mai ha deciso di sottoporsi al vaccino Sputnik V e non attendere gli altri di prossima distribuzione in Italia?

Il Covid-19 è una malattia molto pericolosa: non siamo in grado di controllare i contagi, nessuno di noi è immune e nessuno può essere sicuro di farla franca. È un virus che fa paura e il vaccino ci permette di vivere con molta più tranquillità. Poi io mi sono sempre vaccinato, anche contro l'influenza stagionale, figuriamoci se rifiuterei quello contro il coronavirus.

E si fida di Sputnik V? Ricorderà che è stato accolto con un certo scetticismo dalla comunità internazionale e dall’OMS.

Io vivo a Mosca da 20 anni, conosco molto bene questo paese e non mi meraviglia affatto che siano stati velocissimi. I risultati dei test sono stati pubblicati su The Lancet e sono rassicuranti. Perché mai non dovrei fidarmi? Solo perché sono scienziati russi e non statunitensi?

Le tre fasi di sperimentazione sono state però molto più rapide rispetto agli altri produttori di vaccini di tutto il mondo…

Ritengo che ci siano varie ragioni: i test di Sputnik V sono stati effettuati in Russia e non in Sud America. A causa della pandemia, che qui ha colpito duro, migliaia di persone si sono offerte volontarie e hanno partecipato alle sperimentazioni senza chiedere neanche un rublo in cambio. Altrove le case farmaceutiche hanno faticato di più a trovare dei volontari, persino a pagamento. Inoltre in Russia è stata drasticamente tagliata la parte burocratica. D'altro canto su questo vaccino ha voluto investire politicamente Putin in persona ed è normale che i tempi si siano accorciati. La fase tre è stata comunque conclusa con non oltre un mese e mezzo di anticipo rispetto agli altri vaccini in fase di sviluppo; un tempo che ho trovato ragionevole…

Quindi ha deciso di vaccinarsi. È il primo italiano ad averlo fatto.

Sì, mi fido dei ricercatori russi. Parliamo di un grande paese, con una tradizione importante. Qui la scienza è scienza. Una settimana fa sono stato sottoposto a degli esami per accertare che non abbia già contratto il coronavirus e non sia un positivo asintomatico; mi hanno anche fatto una Tac di controllo ai polmoni. Una volta escluso il contagio mi è stata iniettata la prima dose e tra un paio di settimane dovrò fare un richiamo, non prima però di un'analisi per verificare la produzione dei primi anticorpi.

E come sta?

Mi avevano preannunciato lievi effetti collaterali come febbre e mal di testa. Invece sto benissimo e non ho avuto nessun disturbo.

Quando comincerà in Russia la vaccinazione di massa sulla popolazione?

In realtà è già partita. La fase sperimentale è di fatto terminata a luglio e Sputnik V è stato già iniettato a centinaia di migliaia di persone altamente esposte al contagio, come gli operatori sanitari. Dal 15 novembre però verrà vaccinato anche il resto della popolazione a partire dagli anziani e dalle categorie professionali maggiormente a rischio.

In Italia il vaccino dovrebbe arrivare non prima del 2021: il governo non ha preso in considerazione l'acquisto di dosi di Sputnik V, evidentemente ritenendolo poco sicuro rispetto agli standard internazionali.

Sospetto che ci siano anche altre ragioni di carattere commerciale e politico. In Italia molti sono convinti che tutto ciò che è scientificamente efficace provenga dall'America, ma questo non è affatto vero. Quanto al governo, invece, è obbligato a difendere la salute dei cittadini e quindi non può ricorrere solo al lockdown, ma deve procurarsi un vaccino. Questo vaccino esiste e dal mio punto di vista non ha senso attendere che il produttore sia italiano, statunitense o europeo; tutti, comunque, sono stati costretti a bruciare le tappe per commercializzarlo. Ad oggi Sputnik V è sul mercato. Il governo italiano sarebbe obbligato ad analizzarlo e giustificarne l'accettazione oppure il rifiuto con motivazioni scientifiche e non politiche.


Nessun commento:

Posta un commento