L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 novembre 2020

Starnuti, raffreddore, mal di testa, febbre, vomito, mal di pancia, dolore tampone/ospedale la risposta è univoca non c'è scampo e questi si riempiono in attesa delle risposte che non sanno ne possono distinguere tra un particella di Rna dovuta a covid influenza o da una progressiva malattia dovuta a virus. L'imbecillità al governo pare che in Italia sia prassi

Vi spiego il caos negli ospedali (e di chi sono le responsabilità). Parla Matteo Bassetti

11 novembre 2020


Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, accusa il Cts per non aver redatto dei protocolli chiari e condivisi con cui i medici di base avrebbero potuto muoversi, in collaborazione con gli ospedali, per combattere Covid.

“Io credo che ci sia stato un problema di organizzazione. Molti hanno realmente bisogno del ricovero in ospedale, ma ci sono altrettanti pazienti che, se avessero avuto un supporto a casa, se avessero saputo che c’erano dei protocolli chiari, dei medici preparati che li andavano a visitare e che li tenevano collegati all’ospedale, si sarebbero fatti curare in casa”. A dirlo è stato Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, intervenendo All’aria che Tira, programma di La7.

Bassetti, in tv, non fa sconti e sostiene che la colpa degli ospedali saturi è del Cts, che avrebbe dovuto muoversi, nei mesi scorsi, sui protocolli.

MATTEO BASSETTI: CHI PARLA NON STA NEGLI OSPEDALI

“Quando qualcuno parla lo fa senza essere negli ospedali, senza andare in pronto soccorso”, ha accusato Bassetti, precisando: “Io ogni mattina faccio un briefing e ho chiaro quanta gente si è recata al pronto soccorso che poteva essere curata a casa”.

Una percentuale? “Almeno il 15-20% poteva essere curato a casa se ci fossero stati dei protocolli chiari e condivisi”, secondo Bassetti.

L’ACCUSA AL CTS E AI DIRETTORI DEL MINISTERO

Le parole di Bassetti, poi, circoscrivono il campo di accusa: “Nel mondo normale per entrare nel comitato tecnico scientifico ci vogliono dei requisiti. Io quando sono diventato professore universitario ho risposto a dei parametri, a delle soglie, partecipando ad un concorso. Quelle stesse soglie e quei parametri sono stati utilizzati per far entrare nel Cts? I direttori dei ministeri come hanno fatto carriera?”, tuona l’infettivologo – padre di Dante Bassetti, professore ordinario Malattie infettive a Genova – durante l’intervento in tv.

“Perché io da cittadino, prima che da medico, voglio sapere con quali criteri è stato scelto chi comanda oggi e gestisce tutta la parte importante sanitaria del Covid”, ha proseguito Bassetti.

E ancora: “Non c’è trasparenza. Io subisco attacchi, ma sono trasparente. Vorrei lo fosse anche chi mi attacca dal Cts”.

LA SCIENZA NON E’ PENSIERO UNICO

Il direttore del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, ha aggiunto: “Io sono nemico del pensiero unico imposto, non è modo di fare medicina e sanità. Bisogna ascoltare tutti, bisogna ascoltare chi lavora nelle regioni. Non siamo stati ascoltati”.

E “le cose che le sto dicendo oggi, le dico da quattro mesi. I protocolli della gestione territoriale, i criteri di ospedalizzazione” dovevano essere “condivisi su tutto il territorio”.

LE MANCANZE DEL CTS

Il pensiero di Bassetti in merito a protocolli e mancanze del Cts, infatti, è chiaro da tempo e le accuse dell’infettivologo a chi decide sul Covid non sono nuove: “Visto che il Comitato tecnico scientifico ha di fatto accentrato a sé le regole rilevanti anti pandemia, mi aspettavo dal Cts criteri di ospedalizzazione e protocolli di trattamento. Non ci sono stati e ora c’è il caos nei pronti soccorso e negli ospedali, dove ogni medico decide in autonomia visto che non ci sono uniformi criteri di ospedalizzazione e protocolli di trattamento”, aveva detto a fine ottobre sempre in un intervento a L’aria che tira.

IL CTS SI PRENDA LE RESPONSABILITA’

“Ci hanno sempre detto che governa e comanda solo il Cts, per le quarantene, il doppio tampone e tante altre cose. E quando si accentrano così tanto le decisioni e i poteri è evidente che se le cose vanno bene ti prenderai tutti i meriti, se le cose vanno male qualcuno si deve prendere le sue responsabilità”, aveva aggiunto Bassetti.

Nessun commento:

Posta un commento